Giovedì, 07 Luglio 2022

'A Tursi c'è più integrazione sociale', il dato è emerso nel convegno sui migranti

TURSI - ‘Migranti, una presenza da valorizzare’: questo l’argomento dell’interessante convegno che si è tenuto ieri pomeriggio a Tursi, nell’aula Magna dell’Itcg ‘Manlio Capitolo’. Un argomento delicato, affrontato proprio quando l’Italia festeggia i suoi 150 anni di Unità, riguardante un numero crescente di persone che emigrano proprio in Basilicata, dove gli stranieri sono aumentati del 12,7 %, un dato di gran lunga superiore al dato nazionale (8,8%).

Secondo il XX rapporto Caritas-Migrantes, in otto anni, nella nostra regione, gli immigrati sono passati da 3mila a circa 14mila residenti e provengono in particolar modo da Romania, Albania e Marocco. Lavorano prevalentemente come braccianti agricoli, operai edili o badanti. Nel solo settore edile i lavoratori stranieri sono quasi 2 mila. Degna di nota è anche la presenza dei cinesi che lavorano nell’industria del salotto a Matera (intorno ai 2mila). Ma la notizia più importante che è emersa è che in Basilicata l'integrazione sociale dei migranti è più facile, in particolar modo a Tursi, dove vivono circa 400 tra albanesi e rumeni, perfettamente integrati.

 

Il convegno è cominciato intorno alle ore 17,30 e dopo l’intervento di Michele La Torre, segretario generale Filca Cisl Basilicata, che ha salutato e ringraziato i presenti e le autorità prima di ricordare un importante diritto, “quello della differenza”. E Giuseppe Amatulli, segretario regionale Cisl, che ha spiegato perché si è scelto Tursi, “un paese che è riuscito ad integrare bene gli oltre 400 immigrati presenti, che qui vivono, studiano e lavorano”. C’è stata la proiezione del documentario girato in Basilicata dalla Cisl: ‘Storie di immigrazione – Viaggio migrante’. In dodici minuti il filmato ha cercato di dare un quadro della situazione attuale, mostrando chi sono gli immigrati, i luoghi dove vivono e lavorano, e facendoli parlare delle loro vite, con esperienze e speranze. Franco Pantone, segr. reg. Filca Cisl, ha parlato di come Tursi possa diventare una risorsa o un modello. A proposito di questo, il primo cittadino, Giuseppe Labriola, ha anticipato che proporrà la cittadinanza onoraria per Domenico Pesenti, ha ribadito che l’immigrazione è un valore, e ha anche proposto di “concedere agli immigrati non case popolari, ma case restaurate nei centri storici così da poterli rendere anche più vivibili”.

Pasquale Doria, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno e moderatore del convegno, durante un suo intervento ha ricordato che “essere poveri non è una colpa”. Francescantonio Nolè ha riflettuto su come si sia passati “dalla diffidenza all’accoglienza, ora ci vuole integrazione”. La povertà scelta ci rende liberi, mentre quella imposta no. Oggi gli italiani scartano i lavori che ritengono duri e sacrificanti come se spettassero solo agli immigrati. Questo è sbagliato, bisogna cambiare mentalità ed educare al lavoro e non al posto di lavoro. Su questo è intervenuto il presidente della provincia di Matera, Franco Stella, criticando anche certe scelte politiche: “bisogna attuare politiche organiche che diano una prospettiva futura, non solamente per accontentare le persone oggi”. Nino Falotico, segr. generale Cisl Basilicata, ha rivolto “un pensiero ai giapponesi che vivono un momento di difficoltà”, riscuotendo un caloroso e meritato applauso. Ha rivendicato l’impegno della Cisl sul diritto di cittadinanza per gli immigrati e ha ricordato ai lucani di essere stati un popolo di emigranti. Solo dagli anni ’60 in poi, infatti, la Basilicata è diventata meta degli stranieri. Importante anche la proposta di istituire l’Albo regionale delle badanti: un mezzo per offrire garanzie e certificazioni ed evitare il caporalato. Ha concluso il dibattito Domenico Pesenti, segretario generale nazionale Filca Cisl, che ha invitato tutti a non dimenticare che molti immigrati clandestini sono sfruttati da altri cittadini italiani, e il sindacato degli edili si interessa di loro perché ogni giorno nei cantieri si incontra gente che non ha diritti, i cosiddetti ‘invisibili’. Discreta anche la presenza di immigrati locali, albanesi e rumeni, tra cui Adrian, anche protagonista del video proiettato.

Settimana d’azione contro il razzismo - L'appuntamento rientrava tra le cento iniziative promosse a livello nazionale in occasione della settima edizione della “Settimana d'azione contro il razzismo”, promossa dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, istituito presso il dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il sistema delle autonomie locali, delle parti sociali e della società civile, con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sui temi delle discriminazioni razziali, della xenofobia, dell’integrazione dei cittadini stranieri e in genere di promozione del principio di parità di trattamento e di non discriminazione.

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