Sabato, 13 Luglio 2024

Se la prima fu...'La bolla dei tulipani'

E’ noto che l’utilità economica, che definisce il livello di soddisfazione dell’individuo nel consumo, rappresenta una misura quanto mai ondivaga delle inclinazioni personali di ciascuno di noi. E’ impossibile prevedere con certezza le dinamiche del mercato proprio perché esse sono soggette alle nostre percezioni, che sono influenzabili e mutevoli anche aldilà della nostra stessa volontà.

Il comportamento umano è spesso del tutto irrazionale, e questo è il motivo ultimo per il quale, a danno di ogni velleità positivista, l’economia non è collocabile nel novero delle scienze esatte.

Le indicazioni in questo senso sono numerose. L’ultima in ordine di tempo: diverse migliaia di persone, in svariate parti del mondo, hanno trascorso una nottata all’addiaccio per poter essere tra i primi ad acquistare l’ultimo modello di un noto telefono cellulare (nota preventiva: non si discute l’acquisto in sé, quanto le modalità e la logica temporale dell’acquisto). E’ evidente che, per questi individui, l’utilità riferita al possesso dell’oggetto in questione sfugge ad ogni tentativo di valutazione quantitativa. L’economia – come la fisica – vive di modelli, di strumenti di interpretazione della realtà e queste – e altre - distorsioni hanno come naturale conseguenza la perdita di efficacia di ogni schema. Se così non fosse vivremmo in un mondo ideale in cui, secondo teoria, le risorse sono condivise nel migliore dei modi possibili.

Uno degli esempi più singolari relativo a queste considerazioni è quello della cosiddetta ‘Bolla dei tulipani’. La bolla dei tulipani è stata probabilmente la prima bolla speculativa documentata nella storia del capitalismo. Nella prima metà del Seicento, nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi impensabili.

Il tulipano, introdotto in Europa nella metà del XVI secolo dalla Turchia, ebbe una crescente popolarità in Olanda, scatenando la "gara" fra i membri della borghesia a superarsi l'un l'altro nel possesso dei tulipani più rari. I prezzi arrivarono a livelli insostenibili e il fiore divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol.

Alle varietà di tulipano erano assegnati nomi esotici, a volte venivano chiamate con nomi di ammiragli olandesi. Nel 1623, un singolo bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi, nonostante il reddito medio annuo dell'epoca fosse di 150 fiorini. I tulipani erano scambiati anche con terreni, animali vivi e case. Presumibilmente, un buono speculatore poteva guadagnare anche seimila fiorini al giorno.

Nel 1635 fu registrata una vendita per 100000 fiorini. Si consideri che una tonnellata di burro costava circa 100 fiorini e "otto maiali grassi" costavano 240 fiorini. Un prezzo record fu pagato per il bulbo più famoso, il ‘Semper Augustus’, venduto ad Haarlem per 6000 fiorini.

Nel 1636 i tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi. Questo incoraggiò tutti i membri della società al commercio di tulipani: addirittura molte persone vendevano e compravano immobili o altri possedimenti per poter speculare sul mercato dei tulipani con grandissimi profitti.

Alcuni commercianti vendevano bulbi che erano stati appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare. Questa pratica fu efficacemente soprannominata "commercio del vento". Un editto statale del 1610 fece diventare illegale questo commercio rifiutandosi di riconoscere come legali questo genere di contratti, ma la legislazione non riuscì a far cessare questa attività.

Nel febbraio del 1637 i commercianti di tulipani, non potendo più ottenere prezzi gonfiati per i loro bulbi, cominciarono a vendere. La bolla speculativa scoppiò. Si cominciò a pensare che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico. Alcuni detenevano contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (ormai crollato), mentre altri possedevano bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati.

Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari, persero tutto. In molti si ritrovarono a dormire per strada, sfogliando i petali di un fiore.

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