Giovedì, 07 Luglio 2022

A Colobraro problemi di viabilità: chiusa pure la Colobraro-Sinnica

COLOBRARO - Dopo l’alluvione dei giorni scorsi, non è facile recarsi a Colobraro in macchina o in autobus, diventa addirittura un’impresa se a voler salire sono tir superiori a 7 tonnellate. Con un’ordinanza del 21 febbraio, il sindaco Andrea Bernardo ha disposto la chiusura della strada comunale Colobraro-Sinnica “a causa delle diverse frane che l’hanno resa inaccessibile”. Venerdì mattina abbiamo incontrato il primo cittadino per fare il punto della situazione.

Come arrivare a Colobraro. Bisogna lasciare la Strada Statale 653 Sinnica alla seconda uscita per Valsinni e percorrere la comunale Colobraro-Valsinni-Sinnica, mentre i mezzi pesanti e gli autobus che portano i ragazzi alle scuole devono poi prendere la strada provinciale Sapri-Jonio 104. “Ciò comporta un notevole disagio: percorrere oltre 15 km di una strada tortuosa fatta di curve e tornanti con tempi di percorrenza maggiori. Da qui passerebbe anche il bus d’estate che porta le persone al mare, e questo rappresenta un notevole disagio che non possiamo permetterci, per cui, ad ogni modo la strada per luglio deve essere riaperta. Ma per farlo aspettiamo l’intervento della Regione, si spera presto, altrimenti rischiamo di avere, oltre al danno che già hanno tutti i residenti, anche un calo di presenze in estate. Cosa che non possiamo permetterci, visto che per anni abbiamo lavorato bene e siamo riusciti a conquistarci delle presenze costanti che rischieremmo di perdere senza colpe”.

La strada. La strada comunale Colobraro-Sinnica ha circa 25 anni, per un lungo periodo è stata chiusa, salvo poi essere riaperta nel ’98, da allora è diventata l’arteria principale. Ma ha avuto problemi fin dall’inizio, poiché è stata costruita su pendii argillosi e franosi. Venne a costare sui 2 miliardi di lire. “E’ nata come strada intercomunale che doveva facilitare l’accesso alle campagne e alla zona industriale, ma in poco tempo è diventata la strada più importante e praticata. Negli ultimi 5-6 anni sono già stati fatti interventi per circa 600mila euro, ma ancora ci sono delle difficoltà. Il crollo della prima parte della strada c’è stato il 21 febbraio, con una frana a monte, e con un’ordinanza abbiamo disposto il senso unico alternato, ovviamente escludendo i mezzi pesanti. A seguito dell’alluvione del 1° marzo abbiamo dovuto chiudere la strada impedendo ogni accesso, poiché a valle c’è stata un’altra frana e il manto stradale è addirittura sprofondato”. Cosa può fare il comune? “Come amministrazione abbiamo pensato a un intervento temporaneo da 40-50 mila euro, ma questo non ci assicurerebbe una fruibilità certa. Quando, invece, con un intervento di micropalificazione da 150mila euro si potrebbe ripristinare il tutto e riaprire la strada”. La soluzione ottimale? “C’è già un progetto pronto per mettere in sicurezza le parti geologicamente instabili, ma servono 1,5 milioni di euro, fondi che ovviamente il comune non ha”.

Un appello alla provincia di Matera: “Visto che oggi si utilizza la strada provinciale 104, ho già chiesto all’assessore alle Infrastrutture Giovanni Rondinone se è possibile ripulire il verde (arbusti ecc.) a margine della strada che va a finire sulla carreggiata, che di fatto si restringe, perché se si incrociassero un bus e un’auto potrebbero esserci problemi”.

A quanto ammontano tutti danni? “Dall’alluvione di novembre a oggi possiamo quantificare danni intorno ai 4 milioni di euro. Perché a parte l’arteria principale, altre strade sono chiuse, come la Colobraro-Tursi, e ci sono interventi tampone che vanno assolutamente fatti. Anche la strada sotto la Sinnica, che conduce alle campagne e alla discarica, è chiusa poiché franata. A monte non ci sono stati problemi, ma a valle sono notevoli”.

Il Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato d’emergenza, cosa si aspetta adesso? “Il decreto va a coprire i danni di novembre e quelli recenti, per cui mi aspetto, e sono sicuro, che avremo un trattamento come quello avuto dal Veneto, anche perché il presidente De Filippo e altri hanno lavorato bene facendo conoscere al Governo centrale i nostri problemi. Spero solo che si risarciscano i privati per i danni subiti, ma che questo non vada contro il pubblico, perché c’è una gestione idrogeologica del territorio che va rivista”.

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