Sabato, 13 Luglio 2024

Blackout, thriller claustrofobico

Aldo Ferro è un marito infedele, un padre severo ma giusto e il proprietario di tre, fra i locali più trend della Bologna by night. Aldo Ferro, però, è anche un serial killer, che si diletta a immortalare le torture inflitte in cruenti snuff movies casalinghi. Claudia è una studentessa gay, con i capelli verdi e dritti alla Bart Simpson. Per pagare la retta universitaria, Claudia è costretta a lavorare come cameriera in un bar del centro di Bologna, gestito da un uomo di mezza età, il Porco, che non esita a propinarle continue quanto sgradite avances sessuali. Anche Tomas vive a Bologna.

Ha sedici anni. Tomas è un fan di Bruce Springsteen, benché della rockstar conosca solo due brani, ed ha una fidanzata, Francesca, che vive a Parma e con la quale condivide la passione per la musica. Tre persone così diverse non sembrerebbero, almeno in apparenza, destinate a condividere un incontro significativo. E tuttavia, nell’afa del pomeriggio di Ferragosto, i tre si ritrovano all’interno dello stesso ascensore, in un palazzo bianco di venti piani e dalle linee curiosamente arrotondate, nel bel mezzo di un quartiere popolare, fatto di viuzze coi nomi dei vecchi presidenti della Repubblica. Aldo Ferro sta rientrando nell’appartamento dove custodisce “i ferri del mestiere” e, dopo averli recuperati, farà ritorno al rifugio fra i monti dove, scuoiata ma ancora viva, lo attende la vittima del momento. Claudia in quel palazzo ci vive e non vede l’ora di farsi una doccia, per scrollarsi di dosso il caldo e la tensione di un’altra giornata di lavoro. Tomas ha deciso che lascerà Bologna e, recatosi a casa per recuperare un bagaglio essenziale, incontrerà poi la sua Francesca, con la quale partirà alla volta di Amsterdam. Ma i tre capiscono di non avere fatto i conti col destino quando, di colpo, si spengono le luci e l’ascensore, uno Skylark 2000, si blocca inesorabilmente fra l’undicesimo e il dodicesimo piano.

Pubblicato nel 2004 dalla casa editrice Guanda e attualmente disponibile in edizione economica TEA, “Blackout” è stato il primo romanzo di successo dello scrittore bolognese Gianluca Morozzi, classe 1971 e autore decisamente prolifico - ha all’attivo oltre trenta romanzi pubblicati. “Blackout” è stato definito dalla critica un thriller claustrofobico, dove l’analisi psicologica dei tre protagonisti si colloca perfettamente all’interno di un corpus narrativo solido e fluente. La trama, ricca di colpi di scena e di momenti evocativi, diventa l’espediente per raccontare il cedimento delle convenzioni sociali e l’esplosione della fragilità umana che, messa alle strette in termini di spazio e di necessità, sembra ricalcare il tipico comportamento del branco, basato sullo spirito di conservazione e sulla necessità di sopravvivere, a qualsiasi costo. All’interno dello Skylark 2000, infatti, si insinuano necessità sempre più fisiche, come la carenza d’aria, la sete e gli istinti sessuali, che metteranno a dura prova la lucidità dei tre protagonisti. Il senso di oppressione, inoltre, viene enfatizzato perfettamente dal linguaggio che, semplice ma mai scontato, coinvolge il lettore dalla prima riga all’ultima, in un crescendo inizialmente assurdo e grottesco e che sul finale riacquista una dimensione tremendamente reale.Un thriller, ma non solo. Perché “Blackout”, coi suoi risvolti sociologici, è anche un j’accuse a certi meccanismi, così paurosamente reali, della società del nostro tempo. [M.N.]

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