Sabato, 13 Luglio 2024

Veronica Franco la 'cortigiana onesta'

"Se siamo armate e addestrate siamo in grado di convincere gli uomini che anche noi abbiamo mani, piedi e un cuore come il loro; e anche se siamo delicate e tenere, ci sono uomini delicati che possono essere anche forti e uomini volgari e violenti che sono dei codardi.

Le donne non hanno ancora capito che dovrebbero comportarsi così, in questo modo riuscirebbero a combattere fino alla morte; e per dimostrare che ciò è vero, sarò la prima ad agire, ergendomi a modello". E’ con queste parole che Veronica Franco, si impose nella società veneziana cinquecentesca, dando prova di una tempra morale e di un talento letterario fuori dal comune. L’accostamento quasi ossimorico “Cortigiana onesta” attribuito alla Franco e non solo, stava per l’appunto ad indicare quelle donne che pur praticando la prostituzione, potevano vantare una cultura tale dal poter essere annoverate tra gli intellettuali.

Terze rime, pubblicato nel 1575 raccoglie gran parte dei componimenti poetici della scrittrice. Intrisi di sensualità e a tratti da erotismo, questi, sono l’emblema di quella che era , forse, la maggiore peculiarità della Franco: precorrere i tempi. In un periodo storico nel quale il processo alle presunte streghe era prassi comune, in cui le meretrici venivano accusate di aver provocato con la loro lascivia l’ira divina e di conseguenza epidemie di peste; in quella che era la più florida repubblica marinara, Veronica Franco decise di non censurare se stessa. Visse le sue passioni alla luce del sole, come quella con il nobile veneziano Marco Venier , raccontata minuziosamente nella pellicola del 1998 Dangerous Beauty, e svolgendo la sua professione senza vergogna alcuna.

Sapeva bene che, per essere un grande scrittore bisognava anche essere maestri di vita, e lei trasformò la sua esistenza in materia letteraria, certo, a tratti scabrosa, ma pur sempre improntata sulla sincerità. Eclettica e votata alla cultura e al sociale, la Franco nel 1577 propose al consiglio cittadino di costruire una casa per donne indigenti, da ella stessa gestita; la proposta non venne presa in considerazione. Questa, emblema di una coscienza civica attenta a quelle che dovevano essere le prerogative di un governo, ci da un ampio ritratto di questa Donna, la quale nonostante non potesse definirsi povera, anzi, era attenta alle esigenze di chi, diversamente da lei, non poteva permettersi una vita dignitosa, rischiando di essere relegata ai margini della società ed etichettata come reietta. Secondo le fonti, la Franco ebbe sei figli, tre dei quali morti in tenera età; la paternità di questi, nonostante la poetessa fosse regolarmente sposata, è ignota. Saranno forse il frutto della passione proibita tra lei e Marco Venier?

Valentina Nesi

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