Sabato, 13 Luglio 2024

La letteratura femminile in convento..

La chiusura del Concilio di Trento, avvenuta il 3 dicembre 1563, rappresenta un netto spartiacque nella storia della letteratura italiana. In concomitanza con la Controriforma, infatti, si assisté da un lato alla crisi del modello petrarchesco, che solo pochi decenni prima aveva celebrato la fortuna di poetesse come Vittoria Colonna, Veronica Franco e Isabella di Morra (nel ritratto in apertura),

e dall’altro lato, allo sviluppo di forme letterarie inedite, legate al nuovo contesto sociale che, man mano, andò delineandosi. La società del tempo, infatti, escluse del tutto l’autonomia intellettuale femminile e, seguendo i dettami della dottrina clericale più ortodossa, si strutturò in modo che la donna tornasse a occupare il ruolo che il Cattolicesimo le aveva originariamente assegnato, relegandola ai ruoli di moglie e madre. Qualsiasi altra sfumatura venne guardata con sospetto, tant’è che furono questi gli anni in cui i processi contro le presunte streghe raggiunsero i numeri più impressionanti e il fenomeno della monacazione femminile forzata - chi non ricorda la Gertrude manzoniana? - fra i principali strumenti della coercizione paterna nei confronti delle figlie, raggiunse il suo picco più alto.

Lo scrittore e critico letterario Alberto Asor Rosa affronta la questione della letteratura femminile post-petrarchesca all’interno del saggio “Barocco e controriforma: la figura femminile fra l’esaltazione sessuale e il convento”. Asor Rosa si muove con maestria all’interno della cultura italiana del Seicento e riscopre autrici e movimenti femminili che fino a ora sono stati taciuti. Esclusa del tutto dalla società o relegata a ruoli marginali, infatti, la letteratura femminile riprese la parola laddove era stata reclusa: all’interno del convento e, secondo lo stesso Asor Rosa, “l’espressione è da intendersi non metaforicamente, ma alla lettera”. E tuttavia, quegli stessi anni produssero fenomeni letterari paralleli che, antiteticamente, celebrarono l’esaltazione sessuale femminile, quale oggetto di letteratura. Il poema “Adone”, pubblicato da Giambattista Marino nel 1623, ne rappresenta un fortunato esempio. Il saggio “Barocco e controriforma: la figura femminile fra l’esaltazione sessuale e il convento” è inserito all’interno della raccolta di saggi “Verso una storia di genere della letteratura italiana. Percorsi critici e gender studies”, a cura di Virginia Cox e Chiara Ferrari . Il volume, edito da Il Mulino, è collocato all’interno della collana "Pubblicazioni dell'Istituto italiano di scienze umane/Dialoghi”.

 

Marika Nesi

Read 1852 times Last modified on Mercoledì, 06 Luglio 2016 13:19
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