Sabato, 13 Luglio 2024

Donne e letteratura, dal 'Corriere delle Dame' alle 'autodidatte'

 

Quando Carolina Arienti fondò il Corriere delle Dame, nella Milano del 1804, la letteratura italiana era una questione elitaria, che tuttavia muoveva i primi passi verso un pubblico allargato. Fu durante questo periodo, infatti, che la tradizione d’autore neoclassica, che vide nell’esaltazione del modello greco-romano il suo punto focale, si

 

affiancò a un processo letterario parallelo, che tentava di rivolgersi a un pubblico il più possibile allargato. Furono questi gli anni delle grandi biblioteche e di quelle piccole; dei cataloghi e dei periodici: di una letteratura, insomma, che tentava il più possibile di asservire a una funzione comunicativa, che riteneva fosse l’istanza principale del proprio essere. Nel 1804, insomma, ci si proponeva di scrivere per l’ideale di concittadino italiano e per tutti quegli individui che, ci si proponeva lo diventassero. Sono queste le premesse del saggio “Sulle scrittrici della nuova Italia (dal Risorgimento alla Modernità): questioni di intellettualità”, di Patrizia Zambon,  contenuto nella raccolta di saggi “Verso una storia di genere della letteratura italiana”, curata da Virginia Cox e Chiara Ferrari.

Qual è l’appartenenza femminile al processo letterario? Che relazione esiste tra donna e letteratura? La donna ne è destinataria e, in caso affermativo, in quali forme, con quali modalità e con quali appartenenze? E, questione preponderante, ne è anche autrice? Patrizia Zambon, specialista di letteratura italiana contemporanea e studi di genere, affronta la questione dell’intellettualità femminile, all’interno di questi percorsi letterari inediti, che culmineranno, successivamente, nel Risorgimento letterario, del quale le autrici italiane saranno indiscusse protagoniste.

Zambon, inoltre, accompagna il lettore all’interno delle vicende femminili del primo e del medio Ottocento, muovendosi con disinvoltura fra le donne imprenditrici nell’industria editoriale - Carolina Arienti e Giuditta Rezzonico in primis - e la nascita di riviste, successive al Corriere delle Dame, come il Corriere delle Mode, “dedicato alle signore crestaje e sartore”, e la Ricamatrice, che il 16 marzo 1859 ospiterà l’intervento di Ippolito Nievo  “Sulla convenienza per le fanciulle di adoperare anche nell’uso domestico la lingua comune italiana”. Intervento di larghissima estensione, specie considerando che, alcune fra le principali autrici italiane del periodo immediatamente successivo - si pensi ad Ada Negri, Matilde Serao, Neera e Grazia Deledda - furono tutte autodidatte.

 

Marika Nesi

 

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