Sabato, 13 Luglio 2024

'Scrittura femminile', una storia da scoprire

La storia delle scrittrici italiane non è stata definitivamente scritta, ma è un continuo work in progress; e, da quando lo psicologo statunitense John Money coniò l’espressione “gender”, nel 1955, lo studio delle scienze umane subì una svolta irreversibile, dalla quale nessuna disciplina è rimasta immune. E’ partendo da questi assunti che prendono il via i saggi contenuti nel volume “Verso una storia di genere della letteratura italiana. Percorsi critici e gender studies”, curato da Virginia Cox e Chiara Ferrari. La raccolta,

edita da Il Mulino e in libreria dal 29 marzo, nasce dalla collaborazione tra la Casa Italiana Zerilli-Marimò, con sede alla New York University, e l'Istituto Italiano di Scienze Umane. Collaborazione che, già nel febbraio 2008, aveva dato vita a un convegno, che cercava di fare il punto su “una storia della letteratura italiana ancora da scoprire”.

La letteratura italiana femminile, infatti, è un territorio tutt’altro che uniforme ed è composto da studiose aventi formazione e orientamento eterogenei e le cui premesse hanno spesso obiettivi contrapposti. E la sua storia, pur essendo un’avanguardia della ricerca, deve, tuttavia, ancora battersi, affinché ne vengano affermati i più elementari diritti di scientificità. Le relazioni, a cura di Teodolinda Barolini, Jane Tylus, Claudio Leonardi, Susan Crane, Ann Rosalind Jones, Marina Zancan, Karen Newman, Virginia Cox, Alberto Asor Rosa, Giulia Calvi, Barbara Spackman, Patrizia Zambon, Carol Lazzaro-Weis, Rebecca West, Elisabetta Rasy, Ellen Nerenberg, prendono in esame la letteratura italiana sin dalle sue origini.

La sezione sul Medioevo si sofferma sulla spiritualità che pervade scrittrici come Chiara da Assisi e Angela da Foligno e sulla questione del volgare che, in pieno Tredicesimo secolo, porterà alla stesura di testi illustri, come i sermoni di Umiltà da Faenza e Caterina da Siena. Nel periodo tra il Rinascimento e il Barocco, invece, si evidenzia l’opera di scrittrici come Vittoria Colonna, Veronica Gambara e Margherita Costa e, prendendo spunto dall’”Ellissa infelice” di Costa, si dimostra che la questione del “gender” fosse già presente nel XVII secolo. L’Ottocento indaga sulla nascita delle prime riviste femminili, come il “Corriere delle Dame”, fondato a Milano nel 1804, e analizza l’apporto culturale femminile al processo risorgimentale nazionale. Si approda, infine, alla letteratura contemporanea, dove l’irregolarità caratterizza l’opera di alcune fra le principali autrici, come Matilde Serao, Ada Negri ed Elsa Morante. Il volume, quindi, non si limita a raccogliere un insieme di saggi, il cui trait d’union è la semplice scrittura femminile; rappresenta, piuttosto, un corpus unico e inscindibile, dove “gender” assume il ruolo di categoria organizzatrice e in grado di portare avanti il dibattito sul ruolo e sulle prospettive della letteratura italiana.

Virginia Cox si occupa di di letteratura italiana rinascimentale presso il dipartimento di Italian Studies della New York University. Fra le sue pubblicazioni più recenti “Women’s Writing in Italy, 1400-1650” (2008) e “The Prodigious Muse: Women’s Writing in Counter-Reformation Italy” (2011); mentre Chiara Ferrari, autrice di “The Rhetoric of Violence and Sacrifice in Fascist Italy: Mussolini, Gadda, Vittorini” (2012) è specialista di letteratura italiana moderna e contemporanea presso il dipartimento di Italian Studies della New York University.

 

Marika Nesi (Rubrica Elzeviro)

Nella foto "Il vestito di notte" di Magritte (fonte google)

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