Mercoledì, 06 Luglio 2022

ECO DESIGN. IOriciclo TUricicli, a Milano ci sarà Chiara Palermo di Scanzano

SCANZANO - Ci sarà anche Chiara Palermo (foto apertura), giovane artista designer di Scanzano,  alla terza edizione di "IOriciclo TUricicli", importante iniziativa in programma a Milano dal 17 al 22 aprile: (eco)design week. Il design come risposta alla crisi economica secondo l'idea degli organizzatori (Agenzia di Comunicazione Edizioni Eventi Misuraca&Sammarro), una sorta di rivisitazione attuale del pensiero di Bruno Munari contenuto nel libro "Da cosa nasce cosa (1981)": "Il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero. E' la manifestazione dell'importanza che viene data all'esteriorità e rivela la mancanza di interesse per tutto ciò che è elevazione culturale. E' il trionfo dell'apparenza sulla sostanza (...). Insomma voglio dire che il lusso non è un problema di design".

Sono gli scarti della società dell'opulenza - quella che ha dilatato le distanze fra ricchi e poveri, quella   vocata al consumo dettato da esigenze artificiali - la materia prima della creatività:

i "rifiuti", merce in realtà preziosa per chi fa dell'eco-design uno stile di vita oltre che un'occasione di lavoro. Chiara Palermo, laureata all'Accademia delle Belle Arti di Lecce con lode, esporrà alcune delle sue opere, fra queste Flowery Meadow (foto 2), una composizione armonica, "ispirata alla natura, nata dalla combinazione di una chaise-longue, ideata per chi vuole adagiarsi comodamente e farsi avvolgere nelle sue forme, e di cestelli di lavatrice riciclati che a loro volta possono avere una nuova funzione. Tutto ciò è stato fatto assemblando facilmente dei materiali con pochi strumenti per creare qualcosa, anche artigianalmente, ponendosi la domanda: cosa getta via la gente?".

L'attenzione dell'artista si è spostata sull'eco design perché orientata "dall'esigenza di rinnovare il rapporto 'uomo-ambiente e natura-cultura'. Attraverso il recupero, il riuso di oggetti e materiali differenziati gioco con gli scarti dei nostri consumi, donando a strutture, contenitori e resti nuove forme e nuove funzioni. Trovo che sia un’esperienza emozionante scoprire che le cose non muoiono, ma possono rivivere in un nuovo rapporto col nostro quotidiano. In questo ritengo formativo e appagante sia il processo di cre-rel-azione con i materiali, sia il nuovo accordo formulato con la natura".

Gianluca Pizzolla

 

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