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Alluvione. Il Comitato 'Terre Joniche' organizza una protesta sulla SS 106

"Alle notizie che sono arrivate ieri subito dopo il Consiglio dei Ministri, dopo lo sconcerto, è montata l’indignazione e la rabbia nelle terre colpite di Puglia e Basilicata. Il Consiglio dei Ministri ha messo la parola fine al decreto mille proroghe e, stanziando 65 milioni di Euro per i toscani ed i liguri, ha fatto quello che andava fatto. Nonostante la legge voluta dal Parlamento e che fino ad oggi è stata usata contro le Regioni ed i cittadini per tenere bloccate le risposte a tutte le alluvioni che si sono succedute dopo il 26 Febbraio scorso (opponendo mille cavilli), il Governo, venendo finalmente meno a quanto ha sostenuto fino ad oggi, ha dichiarato in poche ore lo stato d’Emergenza e stanziato 65 milioni di Euro per le “emergenze”. Bene, è quello che andava fatto! Il Governo ha riconosciuto così, quello che noi e molti con noi sosteniamo da mesi (finanche nella sua stessa maggioranza): quella voluta dal decreto milleproroghe è una norma indecente contro la logica, gli interessi degli Enti locali, dei cittadini e del territorio e, dunque, ha stanziato le risorse che andavano stanziate subito in caso di alluvione drammatica come quella della Toscana e della Liguria.



Ma perché non l’ha fatto per la Basilicata, la Puglia, le Marche e l’Abruzzo che a Marzo scorso hanno avuto danni altrettanto ingenti e, nel caso delle Marche, cittadini morti?

Perché non è stata firmata l’ordinanza per la Basilicata per cui ci sono 14,5 milioni disponibili e fermi in un cassetto dall’8 Ottobre scorso? Perché, vista la disponibilità delle Marche a mettere risorse non è stato fatto anche per loro? Perché, vista la disponibilità del Presidente Vendola notificata al sottosegretario Letta come è stato convenuto insieme al Comitato, ai Sindaci di Castellaneta e Ginosa, alla Provincia di Taranto ed ai parlamentari pugliesi, non è stata data risposta per aprire un tavolo in cui definire il percorso anche per la Puglia?

Indecente ed indegno questo navigare a vista decidendo di volta in volta se ed a chi dare risposte.

Nella giornata di ieri, dopo il Consiglio dei Ministri, il Comitato TerreJoniche, che ha espresso immediatamente solidarietà alle popolazioni colpite ed alle famiglie delle vittime e che sta preparando una delegazione per andare nei prossimi giorni in quelle terre sconvolte per rafforzare i legami di solidarietà e di impegno comune fra cittadini colpiti, ha intensificato i suoi passi nei confronti delle istituzioni e dei soggetti coinvolti.

Dopo aver apprezzato il comunicato stampa emesso dal Presidente della Regione Basilicata De Filippo e dall’Assessore Rosa Gentile, nella tarda serata di ieri, il Portavoce Gianni Fabbris ha incontrato Il Senatore Latronico di cui ha preso atto della posizione: “Non c’è alcun motivo perché non sia stata fatta l’ordinanza anche per la Basilicata e questa situazione è ormai intollerabile”. Al Senatore Latronico, Fabbris ha comunicato i prossimi passi: da lunedì siamo sulla SS Jonica ad oltranza e, questa volta, non ce ne andiamo fino a quando non ci sono risposte”. Al Senatore Latronico, Fabbris ha rivolto una pressante richiesta: “Chiarisci al Governo che non c’è più spazio per rinvii e venite tutti con noi sulla strada da Lunedì. C’è un limite oltre il quale non si può andare e la dignità delle persone vale più ed oltre ogni schieramento politico. Non si può sulla pelle dei cittadini continuare questo balletto di rinvii e rassicurazioni”.

Questa mattina il Comitato ha messo in moto la macchina organizzativa: alle ore 18,30 nel Bar 77 di Marina di Ginosa di oggi è convocata l’assemblea che dovrà decidere quello che per noi tutti è chiaro: nessuno spazio ad ulteriori “traccheggiamenti” entro lunedì vogliamo risposte certe o sappiamo reagire.

Nella mattinata di oggi, mentre è iniziato il tam tam nelle campagne e fra i cittadini per l’appuntamento di Lunedì mattina, arrivano le telefonate che annunciano che i sottosegretari Letta e Viceconte garantirebbero l’emissione dell’ordinanza per la Basilicata e le Marche (ovvero per le Regioni che hanno già dato la disponibilità ad intervenire con proprie risorse). Se così sarà, lo consideriamo un atto dovuto e ne prendiamo atto, sapendo di aver contribuito in maniera determinante  ad una svolta di questo tipo, tenacemente rincorsa in 8 mesi di vertenza. Oggi, però, ad otto mesi di distanza dal 1° Marzo, non basta più.

Vogliamo vedere i provvedimenti al di là della politica degli annunci, vogliamo capire quali provvedimenti ci sono per la Puglia chiedendo di sapere quando viene fissato l’incontro fra il Presidente Vendola ed il Sottosegretario Letta per trovare un accordo anche per la Puglia. Pretendiamo di sapere, oltre le misure a disposizione della messa in sicurezza del territorio (i 14,5 milioni a disposizione della Basilicata ricordiamo che sono per le prime emergenze di interventi territoriali) quanto, cosa e dove sono i provvedimenti per i risarcimenti, per le aziende e le famiglie e quanto c’è di altro. Insomma non è più tempo di promesse vuoto e di tentennamenti; bisogna andare fino in fondo: garantendo i diritti di chi è stato colpito e del territorio. Pretendiamo che il principio che abbiamo per cui le Regioni ed il Governo mettano ognuno qualcosa, sia pienamente applicato e garantisca soluzioni per i ristori dei danni e la messa in sicurezza del territorio sia in Basilicata (dove già c’è un percorso tracciato dalla Regione che va portato in fondo) che in Puglia dove le Regione deve ancora dire come intende garantire le risorse necessarie.

Lunedì mattina siamo alle ore 9 nel piazzale delle Tavole Palatine ed alle ore 10 invitiamo alla Conferenza stampa, dove annunceremo come regoleremo la nostra presenza sulla SS Jonica. Aspettiamo i sindaci, le Regioni, i parlamentari, le Province. Noi ci saremo con i trattori e la gente colpita.

Domani (domenica) dopo la riunione del comitato divulgheremo ulteriori dettagli sui prossimi giorni".

Comitato TerreJoniche

Read 902 times Last modified on Mercoledì, 06 Luglio 2016 13:11
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