Martedì, 11 Dicembre 2018

VALSINNI OMAGGIA BENEDETTO CROCE E ISABELLA MORRA

VALSINNI OMAGGIA BENEDETTO CROCE E ISABELLA MORRA Featured

Valsinni- “Ed io ho voluto recarmi nei luoghi dove fu vissuta quella breve vita e cantata quella dolorosa poesia”. Così scriveva Benedetto Croce all’indomani della sua visita a Valsinni, il paese della poetessa Isabella Morra. Correva l’anno 1928. Il 24 novembre c.a. per ricordare quel “pietoso pellegrinaggio”, 90 anni dopo, e rendere omaggio all’illustre visitatore, il Comune di Valsinni, in collaborazione con la Pro Loco, l’associazione Dante Alighieri e i Parchi Letterari, ha organizzato una giornata studi presso la sala eventi Ninì Truncellito. Alle ore 10.30 l’inaugurazione. Alla presenza degli alunni e degli insegnanti della scuola media, la prof. M.Teresa Imbriani, docente di letteratura italiana presso l’università di Basilicata, ha tenuto una lectio dal titolo “Giustizia e storia contemporanea: la vita e le opere di B. Croce”. Sono intervenuti l’ass. alla cultura Giuseppe Truncellito, M. Carmela Stigliano, dirigente scolastico e Piera Chierico nelle vesti di moderatrice. Alle ore 17.30 il convegno. Suddiviso in tre momenti: saluti, interventi e lezioni, ha avuto un buon successo di pubblico. Ospite d’onore: Marta Herling, nipote di Croce. Ad accogliere gli ospiti il sindaco della cittadina Gaetano Celano, che ha richiamato l’importanza di quel famoso viaggio che ha suggellato la fortuna letteraria di Isabella Morra e la fama di Valsinni. Dunque il microfono è passato nelle mani di un altro sindaco: Eugenio Stigliano, di Nova Siri, il paese dove arrivò Croce, accolto da un comitato e patria di Diego Sandoval De Castro. A ricordare il critico, poi Francesco Arbia, rappresentante del comune di Senise, in virtù di un legame tra i due paesi dovuto al prof. Paolo De Grazia, amico e accompagnatore del Croce nel suo viaggio e patria di Giulia Orsini, amica della Morra. A questo punto i saluti di Gennaro Olivieri, presidente della Pro Loco di Valsinni, che ha riportato aneddoti divertenti del Croce in merito al suo “legame” con Isabella, come scritti dal critico e di Vincenzo Rinaldi, proprietario del castello che ha richiamato il debito di riconoscenza di Valsinni nei confronti di B. Croce “per l’opportunità che ancora oggi il suo interesse per la Morra offre alla comunità”. Sono intervenuti, poi, Francesco Canestrini, direttore della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata che nel suo intervento ha richiamato l’importanza di Valsinni e di Isabella nel panorama culturale lucano: “Isabella Morra diventa attrazione culturale e simbolo di un paese”, Pino Suriano, presidente dell’Ass. Dante Alighieri di Matera e Annamaria Dichio, vice presidente della soc. filosofica italiana sez. lucana. Il microfono dunque è passato nelle mani di Rosalia Peluso docente di filosofia teoretica, Università Federico II di Napoli che ha tenuto una lectio dal titolo “Appassionare la mente. Leggere la Isabella di Croce 90 anni dopo” e nelle mani di Marta Herling, segretario generale dell’istituto italiano per gli studi storici di Napoli, che ha riportato aneddoti e ricordi del nonno e parlato de “I luoghi di Isabella Morra nei taccuini di lavoro e negli scritti di B. Croce”. Ha moderato l’incontro: Piera Chierico, animatrice del parco letterario la quale ha riportato frasi del Croce scritti dopo il viaggio a Valsinni: “Quei tuffi nel passato furono momenti poetici della mia vita”. Commovente il ricordo di Ninì Truncellito, padre del parco letterario I. Morra e di Angela Ferrara, vittima di femminicidio a Cersosimo (PZ). In conclusione la lettura di poesie e del carteggio Croce-Guarino a cura dell’ass. teatro amatoriale “Il Gafio” di Valsinni. A chiudere i lavori la voce di Livio Truncellito che ha intonato i versi della canzone simbolo del parco: “Io Canto Isabella”. E i lavori e i convegni studio non finiscono qui,perché ancora tanti sono gli appuntamenti nel nome di Isabella.

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