Martedì, 11 Dicembre 2018

A volte ritornano…ma non sono loro. La saga televisiva dei Romanov.

A volte ritornano…ma non sono loro. La saga televisiva dei Romanov. Featured

Prendete un autore, un regista e un produttore televisivo come Matthew Weiner, uno che ha fatto parte del team di sceneggiatura dei ‘Sopranos’, vincendo per questo due Emmy Awards, e che ha scritto la sceneggiatura originale di ‘Mad Man’ con cui ha vinto un altro Emmy Awards ed un Golden Globe.

Ricordate anche, per meticolosità giornalistica, che Weiner non si è trovato nel mondo delle fiction per caso, ma dopo una laurea alla Wesleyan University ed un Master in cinematografia alla U.S.C. della California.
Prendete, adesso, uno degli eventi più sconvolgenti del XX secolo come la Rivoluzione Russa e concentratevi su un episodio che racchiude in sé la maggior densità di mistero e di orrore di quel lontano periodo della storia europea: mi riferisco alla tragica fine della famiglia imperiale russa.
Non c’è chi fra noi, anche solo come lontano ricordo di lezioni scolastiche o di successive letture o visioni di film o documentari, non ricordi le tristi storie di Nicola II, di sua moglie Alessandra, delle quattro figlie Olga, Maria, Tatiana ed Anastasia e del piccolo Aleksej, gracile, emofiliaco ed indifeso.
Tutti loro vennero barbaramente uccisi da un improvvisato plotone d’esecuzione ad Ekaterinburg nel maggio del 1918.
Da quel momento il mito di ‘Anastasia sopravvissuta’ attraverserà per oltre settant’anni l’Europa, corroborato anche da un piccolo plotone di Anastasie che rivendicheranno ai quattro venti natali imperiali, senza avere neppure una goccia di sangue blu nel loro fluido corporeo principale anonimo e plebeo.
Se mettete insieme queste due cose, un grande autore e regista e un grande soggetto storico come la fine dei Romanov, non può che venirne fuori qualcosa di davvero originale e interessante come la serie televisiva ‘Romanoffs’ in programmazione dal 12 ottobre al 23 novembre di quest’anno.
Si tratta di otto episodi, uno completamente scollegato dall’altro, che tratta delle storie di otto persone che pensano in qualche modo di essere discendenti dell’antica famiglia imperiale russa. In realtà, come noi tutti sappiamo, nessuna eredità materiale o spirituale può essere rivendicata da chicchessia: ma qui il tema è un altro. Il tema è quello delle proprie radici, del proprio passato e su questo una serie televisiva ci può giocare alla grande.
La scrittura della serie è di grande qualità; gli attori e le attrici di prim’ordine (basti citare Isabelle Hupert ed Aaron Eckhart); l’argomento interessante: mi pare che gli ingredienti per un successo ci siano tutti.
L’appuntamento è su Amazon Video, per chi abbia tempo e voglia.

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