Lunedì, 20 Settembre 2021

Da veleno a cura? I nuovi orizzonti farmacologici della ketamina

Da veleno a cura? I nuovi orizzonti farmacologici della ketamina Featured

Farmaco, in inglese, si dice ‘drug’: il che la dice lunga sulla natura e sugli effetti che, sin dai primordi, le medicine avrebbero potuto avere sull’individuo.

Mai, come in questo caso, una parola è riuscita a sintetizzare la natura più nota e gli sviluppi futuri del principio attivo che i chimici chiamano (RS)-2-(2-clorofenil)-2-metilammino-cicloesan-1-one e che noi poveri mortali chiamiamo molto più semplicemente ketamina.
Conosciuto a lungo come un allucinogeno, parente stretto della ‘polvere d’angelo’ (che i chimici, invece, scientificamente chiamano fenciclidina), e quindi diffuso in ambienti tutt’altro che asettici e medico-scientifici, negli ultimi anni, invece, è al centro di un acceso dibattito sui suoi possibili usi terapeutici.
Infatti, poiché negli Stati Uniti il numero dei malati di depressione grave è salito a oltre 13 milioni di persone, e poiché nel 30 o addirittura 40% dei casi i normali medicinali utilizzati a scopo antidepressivo non hanno che modesti o nessun effetto, si sta sperimentando da alcuni anni (e con articoli scientifici dal 2013) l’utilizzo della ketamina come nuovo orizzonte di cura per questa grave malattia psicologica soprattutto nei suoi effetti più gravi (come i tentati suicidi).
La ketamina pare agire rapidamente e senza importanti effetti collaterali e, oltre che per via endovenosa, si sta sperimentando anche per via orale.
Agirebbe bene sia sui sintomi della depressione sia sull’ansietà tipica dei pazienti depressi con poche controindicazioni.
Inutile dire che la strada è ancora molto lunga e che il mondo medico americano è profondamente diviso tra i sostenitori della via vecchia (cioè la difesa ad oltranza del classici inibitori della monoamino-ossidasi, degli antidepressivi triciclici, degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e compagnia cantando) e gli accesi sostenitori della via nuova (cioè i sostenitori degli effetti positivi della ketamina).
A noi profani, a noi lontani e in qualche modo fortunatamente asettici spettatori delle conquiste e delle sperimentazioni della scienza non rimane che aspettare e vedere se questa nuova frontiera sarà un successo inaspettato o un flop colossale.
Ai medici, agli psichiatri e agli psicologi (americani e non) l’ardua sentenza.

Read 908 times Last modified on Venerdì, 17 Agosto 2018 19:07
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