Giovedì, 13 Dicembre 2018

FRANTOI APERTI – COSì NASCE L’OLIO D’OLIVA. UNA GIORNATA AL MOOM DI MATERA Moom.bio

FRANTOI APERTI – COSì NASCE L’OLIO D’OLIVA. UNA GIORNATA AL MOOM DI MATERA Featured

L’esigenza di aprire un frantoio al pubblico si fa sempre più impellente negli anni. Sempre più necessaria (ed ancor più nel prossimo futuro) da quando sta prendendo piede la malsana idea che l’olio nasca nelle bottiglie del supermercato. Un po’ come la questione della cicogna coi bambini, se non peggio.

I cosiddetti “Musei del Territorio” nascono proprio in questo senso: per raccontare un territorio facendo al contempo “didattica del prodotto”. Spiegando, cioè, che l’olio non nasce tale ma deriva – ad esempio - da un’oliva franta sotto macine. O che la salsa dalla spremitura dei pomodori. E se il museo del pelato (inteso come varietà di pomodoro), almeno in Basilicata, non esiste (e valutare l’idea male non sarebbe), diversa è la situazione dell’olio, che a Matera trova la sua legittimazione e ragion d’essere nel Moom.

Frantoio oleario ipogeo, intagliato nel cuore tufaceo del Sasso Caveoso. Nato nel Seicento, si colloca nel cuore dei Sassi, in una delle vie più periferiche ma più raggiungibile dai carri della Matera che fu.Frantoio che, ricoperto di calce e trasformato nei secoli in cantina, è tornato oggi a rivivere ad opera di giovani, preparati e volenterosi che lo hanno aperto al pubblico da qualche anno, trasformandolo in  museo dell’olio, appunto. Ipogeo, quindi sotto terra, il Moom è scavato interamente nella roccia e costituito da diversi ambienti a scandire le varie fasi di trasformazione delle olive: dalla macina alla pressatura, dal lavaggio della materia prima alla conservazione dell’olio in imponenti e numerose vasche mediante le quali separarlo, ad esempio, dal liquido di conservazione.

Il Moom insegna ed educa al “prodotto” (come si arriva all’olio dalle olive) quanto al riciclo: nulla va sprecato in nessuna fase del processo. Perché la civiltà contadina è prima di tutto figlia di un mondo di povertà, in cui tutto doveva essere recuperato. E memore di ciò, ricicla tutto, finanche le foglie, ampiamente impiegate negli infusi, ad esempio. O l’olio “cattivo”, per foraggiare la luce delle lampade o per lubrificare i primi motori.

L’olio fa bene. L’olio è un bene, prezioso peraltro. È - l’olio d’oliva - il vero oro del Sud. Quasi quanto la passata di pomodoro. Quasi patrimonio dell’umanità. E la vera ricchezza è saperli ancora produrre in casa, tramandandone la tradizione. Un po’ come per i cavatelli o gli strascinati. Perché giù al Sud, nell’olio, senti la tonicità dell’oliva, il profumo delle foglie, l’odore della pioggia bagnare le radici delle piante secolari. Perché giù al Sud, l’olio, sarà sempre reato comprarlo al supermercato.

 

Moom, Vico 1° Casalnuovo, Matera

Cell. +39 380 7015042 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina Fb: MateraOliveOilMuseum

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