Martedì, 17 Maggio 2022

Nella scuola primaria di Baragiano con la Pigotta Unicef si cresce giocando

Nella scuola primaria di Baragiano con la Pigotta Unicef si cresce giocando Featured

La scuola primaria di Baragiano ha accolto l’invito del presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza Mario Coviello e partecipa alla campagna Pigotta Unicef 2017. Da 19 anni Unicef Italia chiede a scuole, centri sociali e aggregativi, centri anziani, a tutte le persone di buona volontà di creare pigotte, le bambole di pezza che fanno parte ormai del vissuto affettivo di molte generazioni. 
 Mario Coviello ha portato a scuola sagome, ovatta, cartamodello, un dvd con i video per cucire e riempire di ovatta le bambole, creare i capelli con la lana, e disegnare i volti ( tutti questi materiali sono disponibili su youtube con la dicitura “ pigotta unicef”). Anna Astolfi, Beatrice Tonto, Filomena Sansone, Ennio Galizia e Maria De Cesare ,invitati dalla coordinatrice Angiola Figliuolo, hanno portato da casa una macchina da cucire Singer, filo, stoffe, lane, hanno preso posto al primo piano della scuola e hanno cominciato a cucire le pigotte.

A turno i bambini di tutte le classi hanno lavorato con i nonni e si sono divertiti ad imbottire, disegnare, colorare. Il gioco ha un ruolo molto importante nello sviluppo psicologico, fisico e sociale dei bambini. Attraverso le attività ludiche si stimolano la fantasia, la creatività, la socializzazione, lo sviluppo motorio, la consapevolezza e la conoscenza di sé, inoltre si facilita l’elaborazione, la comprensione e il contenimento delle proprie emozioni, alleviando le tensioni e le paure. Il bambino cresce e impara le competenze che gli saranno utili nella vita osservando il mondo attorno a sé e in particolare imitando le azioni e i comportamenti a cui gli adulti dedicano maggior cura.

Con pazienza i nonni guidano i piccoli che finalmente usano le mani e non solo il touch dell’ i-phone. E’ importante e naturale che un bambino, maschio o femmina che sia, voglia giocare con le bambole, prendersene cura, vestirle e cucinare per loro. Attraverso questa azione egli elabora e prende maggior consapevolezza di ciò che in modo amorevole gli viene dato. La bambola, o il pupazzo o talvolta persino un lembo di lenzuolo, è quell’amico che si può portare sempre con sé e che fa compagnia anche quando la mamma o il papà non sono lì a rassicurare e rasserenare. Rappresenta un legame forte e molto reale che permette al bambino di essere traghettato attraverso le paure, le fatiche e le prove quotidiane. La pigotta diventa così molto più di un semplice oggetto, è capace di tranquillizzare, incoraggiare, coccolare ma allo stesso tempo rappresenta anche un mezzo verso cui scaricare la rabbia e l’aggressività senza il timore di esserne tradito. Il bambino è consapevole che è li per lui, a sua disposizione finché lo desidererà.

Appena le pigotte sono completate i gruppi di bambini danno loro il nome, compilano la loro carta d’identità e molti le adottano con 20 euro che l’Unicef utilizzerà per salvare la vita di un bambino meno fortunato che non ha vaccini, acqua, cibo, istruzione.

Tutti insieme infine si divertono a guardare i cartoni animati “Le avventure della pigotta” ( anch’essi disponibili su youtube sempre scrivendo “ pigotta unicef” ) che porta le medicine ad Alì in Pakistan, costruisce una scuola a Flor in Perù, una casa a Rose….

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