Giovedì, 27 Gennaio 2022

IN MEMORIA DI NICOLA CATALDO

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Sono una cittadina pisticcese, sono felice di appartenere alla mia comunità e sono ancor più felice che la mia comunità e la sua amministrazione rendano omaggio ai loro membri, specie quando questi hanno fatto grande Pisticci e hanno servito il paese in modo “onorevole”.
È stato un moto di orgoglio quello che mi ha pervaso quando ho appreso che la sala consiliare di Pisticci sarebbe stata intitolata ad un uomo che quella sala la conosceva bene, forse meglio delle sue tasche, perché in quella sala - in vita - ha trascorso più ore di quante, probabilmente, non ne abbia dedicate a se stesso; perché in quella sala si è battuto incessantemente per portare avanti i suoi principi politici ed i suoi valori umani che, al di là delle ideologie partitiche - all’epoca senza dubbio più definite e chiare di quelle di oggi - spesso risultavano condivisibili anche per chi era dal lato opposto della staccionata.
È di Nicola Cataldo che sto parlando, dell’Onorevole Nicola Cataldo, una persona che conoscevo sin da bambina, per l’amicizia che lega le nostre famiglie, per la condivisione di interessi ed idee politiche, perché animava il Foro materano nel quale svolgeva brillantemente la professione forense fungendo da esempio per noi giovani avvocati, per l’essere stato dominus nella professione e maestro di vita del mio papà.
È di Nicola Cataldo che sto parlando, un uomo che di onorevole non aveva soltanto il titolo politico o l’onorificenza, ma ancor più la peculiarità caratteriale di chi fa della lotta al servizio dei più deboli il baluardo della propria vita.
Non sono certa che ottantasei anni siano un tempo sufficiente da vivere per chi ha così tanto da fare per gli altri, ma so che in ottantasei anni quest’uomo così carismatico ha fatto molto per molti...e scusate il gioco di parole! Dall’impegno politico in un’epoca in cui la politica si faceva per vocazione e non per apparire sotto un riflettore o davanti ad una telecamera e che lo ha visto per ben quattro volte primo cittadino del Comune pisticcese e perfino Deputato alla Camera, nella cui veste è stato promotore di ben quarantanove progetti di legge, alla lotta per le terre come avanguardista del partito comunista di cui rappresentava una delle voci più forti in Lucania e che gli è costata addirittura il carcere; un prezzo caro si’, ma pagato a testa alta e con la dedizione di chi sa che il proprio sacrificio sarebbe stato di aiuto a coloro che non avevano i mezzi e gli strumenti per combattere la loro battaglia e far sentire la propria voce.
Oggi la sala consiliare di Pisticci porta il suo nome, il nome di un illustre giurista, di un politico degno di tale nome e del suo reale significato, di un onesto cittadino, di un grande uomo; e credo che quando i pisticcese varcheranno la soglia di quello spazio destinato alla vita pubblica, non potranno che sentire il dovere di guardare all’avvocato Nicola Cataldo, al politico Nicola Cataldo, o semplicemente a Nicola Cataldo quale uomo del popolo, come ad un modello di vita cui ispirarsi e da cui trarre insegnamento.
A me piace pensare di essere ancora bambina e di mangiare con lui il gelato a Salsomaggiore, nella gelateria dove mi portava ogni anno quando ci incontravamo per le vacanze estive, quasi come fosse un rituale magico da rispettare ad ogni costo; mi sembra ancora di sentirlo ordinare il mio grandissimo gelato tutto stracciatella; mi piace pensare che sia ancora tra noi, e forse è ancora qui per davvero, perché in fondo chi lascia una buona impronta e realizza così tanto nel proprio percorso di vita, nell’ottica della condivisione e della altruita’, lascia di se’ un ricordo indelebile; che sia in una sala consiliare o nella memoria di chi lo ha conosciuto o anche semplicemente incrociato sul suo cammino, un ricordo sempre  vivido...che gli sopravvive per l’eternità.
 
Alessandra D’Angella
 
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