Mercoledì, 29 Maggio 2024

Il ruggito di Rocco in piazza Eraclea: l'ex sindaco difende il suo operato

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Decibel come se non ci fosse un domani, incontinenza sonora e rabbia: è la strategia difensiva scelta dal pediatra candidato sindaco (nonché sindaco uscente), Rocco Leone.

Come - dopo di lui - ha sottolineato il suo avversario Di Pierri, ha da difendere una lunga carriera politica e amministrativa, in 17 anni con ruoli diversi nelle maggioranze succedutesi nella Città d'Ercole, ha occupato posti di indirizzo politico rilevanti.

Sceglie l'old style, per lui non c'è differenza fra l'essere reduce da un'esperienza in maggioranza o all'opposizione, il registro comunicativo è sempre lo stesso: cercare il corpo a corpo puntando all'ombelico.

Difende strenuamente il regolamento urbanistico approvato dalla sua maggioranza, le presenza turistiche in crescita sul lungomare di Policoro, la bandiera blu. Poi le sue battaglie per la dialisi e i nefropatici. E poi la sua professione fatta gratuitamente - a suo dire - almeno rispetto alle chiamate alle 2,00 del mattino per amore dei suoi piccoli pazienti.

Parla alla pancia dei papà e ai pancioni delle mamme per buona parte del suo comizio. Qualcuno - un cittadino - fra il pubblico sbotta e lascia quando difende le "aree verdi".

"Ma quali aree verdi? Qui è tutta erba", così l'astante si allontana mente tutti gli altri - almeno nelle prime file - restano ad applaudire incuranti delle possibili lesioni al sistema uditivo perché Leone è convincente. O almeno, lui e i suoi ci credono a quello che dicono.

 

 

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