Martedì, 30 Novembre 2021

Un tiramisù (lucano) alla Casa Bianca

Un tiramisù (lucano) alla Casa Bianca

Ci sono due modi per andare a Washington: quello più comune fa rima con bagaglio a mano.

Va bene, costa, ma una volta nella vita ci si deve andare, a Washington, fosse pure con Street View. E allora se avete pochi euro ma molti giga di materia grigia a disposizione, fatevi coraggio e prendete l’omino arancione. E già che ci siete, posizionatevi al 2014 di S Street. Prima, però, appuntatevi due cose: 1. la fantasia degli americani pari o inferiore allo zero: nominano le strade con le lettere dell’alfabeto (!) e poi ti generano Luke Skywalker; 2. se vi trovate al civico 1 di S Street, armatevi di pazienza e Gatorade perché 2014 è il numero civico da raggiungere. E tanti auguri.

Percorrendola, S Street, tra ristoranti etnici e supermercati nei seminterrati, un’insegna vi riporterà immediatamente a casa. Saprà di dolce e di zucchero (tanto),  di  trigliceridi  e caffè, tanto caffè, quello tutto aroma e niente chicchi, quello che vi fa bestemmiare, sbavare, ansimare. Per il prezzo, per l’annacquamento, per l’odore quando, da italiani, andate all’estero. Ed proprio quando il sapore di rimpianto si mescola col gusto amaro del caffè che nasce il tiramisù, che nasce “Al tiramisù”. Traduzione pratica del momento economico in cui l’ascissa dei savoiardi si fa (tutt’uno con) l’ordinata dei dollari. “Al Tiramisù” è un ristorante, dal 1996 presente al n°2014 di S Street, a Washington Dc. Ed è dal 1996 che il tiramisù, al di là dell’oceano, sa anche un po’ di cruschi e di quella Lucania senza l’amaro retrogusto di trivella.  

La ricetta è quella esclusiva di Luigi Diodati, americano d’adozione, lagonegrese per vocazione, cuoco di professione. I suoi menù? A base di burrata, rucola e funghi. E chissà come la spiega agli Americani, Luigi, la burrata giacché ancora facciamo fatica a tradurla ai connazionali padani. Così, come per le ciliegie, un dubbio tira l’altro, quindi, in successione: perché non andarci? perché sì? ma soprattutto:  perché (andare) fino a Washington per mangiare un (cacchio di) tiramisù?

Ps: se proprio capitate, a Washington, dite ai cugini di zio Sam che si cimentino pure col tiramisù, ma imparare prima a fare il caffè (quello vero), non sarebbe male. E nel dubbio, più caffè e meno creme.

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