Martedì, 24 Maggio 2022

CIA: I giovani? "Vivaio" da coltivare per salvare la Basilicata

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La quota di giovani lucani (18-34 anni) residenti all’estero al 2016 ha superato il 22% del complessivo di emigrati. I giovani migliori e piu' preparati se ne vanno e la Basilicata e' incapace ad attrarne di nuovi. E' questa sicuramente – commenta in una nota l’Agia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) della Cia Basilicata - una delle valutazioni più forti contenute nell'Undicesimo "Rapporto Italiani nel Mondo 2016", presentato oggi dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Ma chi sono questi giovani? Definiti 'Millennials', hanno un'età compresa tra i 18 e i 32 anni, sono una generazione istruita, che possiede titoli di studio post-laurea, ha partecipato a programmi di studio per scambi internazionali (ad esempio Erasmus). Al contempo, però, "sono una generazione penalizzata dal punto di vista delle possibilità lavorative, sono i più esposti alla disoccupazione e vedono l'emigrazione non come una fuga ma come un mezzo per soddisfare ambizioni e nutrire curiosita'". Il rapporto Migrantes cita infine i dati di uno studio dell'Istituto Toniolo, secondo cui i Millennials "sono la prima generazione nella quale la scelta non è tanto se partire ma piuttosto se restare"

Cosa fare? "Il Progetto Agricoltura, futuro giovane predisposto dall’Agia sulla base della parola d’ordine Passione, Amore, Energia per una nuova stagione dell’agricoltura lucana, diffuso sul territorio con il camper a partire dall’Expo 2015 – sottolinea Rudy Marranchelli, presidente Agia Basilicata  - è una risposta perché i giovani sono il “vivaio” da coltivare per salvare la regione. Esso contiene proposte semplici e concrete: un'agenzia per il riordino fondiario per facilitare l'accesso alla proprietà della terra; la costituzione di società miste giovani e anziani, società in cui l’anziano proprietario, titolare dell’azienda, entra in società con il giovane; misure per facilitare nuove imprese agricole attraverso l’accesso al credito e al mercato, la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione.  Le società di affiancamento rappresentano una delle risposte alla nuova sensibilità dei cittadini verso il cibo, l'agricoltura e la vita nelle aree rurali.

 

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