Giovedì, 20 Gennaio 2022

Neuromarketing: sedurre con la scienza i consumatori

Neuromarketing: sedurre con la scienza i consumatori Featured

"I RESPONSABILI DI MOLTE AZIENDE HANNO CAPITO CHE PER INCREMENTARE LE VENDITE,

E PERSUADERE UN MAGGIOR NUMERO DI CONSUMATORI, E' IMPORTANTE FARE RICORSO ANCHE ALLE NEUROSCIENZE"

 

Vi siete mai chiesti perché molti negozi della stessa tipologia presentano lo stesso odore? O, perché i casinò profumano di limone? La risposta la conosciamo praticamente tutti, ed è che molti produttori invogliano i consumatori (o potenziali clienti) a comprare giocando con gli stimoli. Certo hanno bisogno di sempre nuove strategie per capire fino a che punto possono riuscire a manipolarli. La scienza che si dedica a tutto ciò è il neuromarketing.
Sappiamo da sempre che i grandi magazzini e gli ipermercati dispongono gli articoli più venduti alla fine di una corsia, quindi dobbiamo per forza percorrerla per intero per comprare ciò di cui abbiamo bisogno. Nel frattempo veniamo attratti da altre cose, che mai avremmo comprato se non fossimo stati costretti a passare proprio da lì. Oppure molti prodotti vengono disposti vicino alla cassa, quindi mentre ci rechiamo a pagare, ci ricordiamo improvvisamente di dover comprare uno spazzolino da denti, o un pacchetto di gomme da masticare.
Tuttavia da qualche anno, i responsabili di diverse aziende si sono resi conto che per incrementare le vendite potrebbero ricorrere alle neuroscienze per raggiungere il cervello del consumatore, e aumentare i profitti. E’ così che hanno cominciato a investire grandi quantità di denaro nella ricerca sul neuromarketing.
Andiamo a vedere quali sono gli esempi più caratteristici nell’applicazione di questa disciplina.
Alcuni giochi per cellulare, che potrebbero avere diversi competitors per il loro formato, si sono distinti dal resto grazie alla perfetta applicazione delle tecniche di neuromarketing; la gestione di stimoli (combinazione di forme, colori, luci, suoni e anche il tempo), ha permesso sia di scavalcare la concorrenza che di creare una certa dipendenza da parte dei giocatori.
I videogiochi sono conosciuti in tutto il mondo e si contano migliaia di utenti che provvedono a scaricarli  sui propri dispositivi: tra gli esempi da considerare Candy Crush, Flappy Bird, che presentano colori vivi, forme che sembrano uscire dallo schermo, suoni brevi e intensi,  ricompense sotto forma di esplosione ogni volta che si vince una partita, tutte strategie che stimolano e conquistano il cervello (approfondimenti su Gaming Report).
Il neuromarketing utilizza gli stessi strumenti adoperati dalle neuroscienze cognitive: si tratta per lo più di tecniche neuroimaging. (Sono invece esclusi i metodi di visualizzazione neuronale ossia di neuroimaging microscopica).
La maggior parte delle indagini vengono condotte con l’eye tracking, un dispositivo che registra la direzione dello sguardo. Di questa tecnica si servono gli inserzionisti, i vetrinisti o i progettisti di prodotti quando devono organizzare nello spazio informazioni o oggetti allo scopo di ottimizzare gli obiettivi della società. Ad esempio, attraverso questa tecnica è stato scoperto  che annunci pubblicitari con uomini o donne attraenti non si rivelavano efficaci al momento  di memorizzare e persino visualizzare il prodotto, poiché tutta l'attenzione si concentrava sulla donna o sull’ uomo.
È bastato però un semplice trucco per raggiungere l’obiettivo desiderato (che il pubblico si concentrasse sul prodotto): tutto ciò che doveva fare il modello/a era guardare il prodotto. Quindi se si sta facendo una reclame per una bibita, il modello/a non deve limitarsi a  berla, ma deve guardarla.  
Un'altra risorsa di neuromarketing di cui si avvalgono i ricercatori è la risonanza magnetica funzionale, (per le aziende che possono permetterselo poiché è molto costosa). Grazie a questa tecnica, molti casinò sono riusciti ad aumentare i loro profitti, dal momento che si è scoperto che l'odore di limone attiva le regioni cerebrali attive che incitano al rischio.
L’elettroencefalogramma, il miocardiogramma o misurazione della frequenza cardiaca sono altri strumenti utilizzati per questi studi.
Il giudizio dell’opinione pubblica verso questa disciplina è vario: i detrattori sostengono ad esempio che influenza il processo decisionale delle persone e quindi in qualche modo limitano la libertà e la consapevolezza di sé. I sostenitori pensano invece che rendono la reclame più allegra e i prodotti più attraenti.

Read 1721 times Last modified on Lunedì, 05 Settembre 2016 18:57
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