Giovedì, 08 Dicembre 2022

Oltre Trump e oltre Clinton: Jill Stein e gli altri candidati presidenti alle elezioni americane 2016

Oltre Trump e oltre Clinton: Jill Stein e gli altri candidati presidenti alle elezioni americane 2016 Featured

Da mesi, ormai, in America infuria la battaglia elettorale tra i due principali candidati alla presidenza, Donald Trump e Hillary Clinton.

 Entrambi non brillano per simpatia, e lo dimostrano i tanti sondaggi che dimostrano quanto il gradimento di entrambi sia estremamente basso. Pare addirittura che qualcuno abbia azzardato la tesi per cui potrebbero essere i due candidati più antipatici della storia delle presidenziali americane. D'altronde, le ragioni per schifare l'uno e l'altra sono numerose, gravi e concordanti, come direbbe il diritto penale. Entrambi vengono da quella microscopica fetta della società statunitense fatta di privilegiati la cui vita, dalle scarpe ai vestiti, dal parrucchiere al manicure, si misura in migliaia di dollari: Trump è il prototipo dello squalo dell'economia a stelle e strisce e la Clinton non fa mistero di indossare capi esclusivi e scarpe i cui costi equivalgono allo stipendio mensile di uno dei tanti suoi elettori democratici. Tutti e due sono l'espressione culturale di quell'arroganza, di quella insopportabile supponenza cafona, di quella burbanza tutta tipica dei padroni del mondo, di quelli che pensano che ciò che è buono e ciò che è giusto è targato esclusivamente U.S.A. A ciò si aggiunge una particolare sgradevolezza fisica di entrambi, uno incapace di fare i conti con l'età e con la calvizie che avanza, l'altra incapace, quale donna di potere che è stata e sarà, di una qualunque forma di vero calore umano, simpatia spontanea, vicinanza a chi appartenga alla stragrande maggioranza della popolazione americana, cioè quelli per cui 'andare a cena' significa portare la fidanzata o la moglie o l'intera famiglia al fast-food a rimpinzarsi di hamburger e patatine a basso costo. Non sorprende, allora, che di fronte a questi due monumenti all'antipatia, a livello nazionale e in molti singoli stati, si sia formata spontaneamente la richiesta popolare di una 'terza via' possibile tra il filofascismo conservatore trumpiano e la pseudodemocrazia populista clintoniana. Pochi, infatti, sanno che, oltre ai due 'divi' di questa tornata elettorale, esistono altri sedici candidati alla presidenza che hanno statisticamente una percentuale inferiore allo zero di essere eletti: si va dal candidato del Partito Proibizionista James Hedges a quella del Partito Socialista Mimi Soltysik, dal candidato del Partito del Delta Americano Rocky de la Fuente al cantautore texano Guy Schwartz. Ma due potrebbero essere gli aspiranti 'Davide contro Golia' di queste presidenziali: l'ex-repubblicano ed ora candidato dei Libertari Gary Johnson, per due mandati governatore del Nuovo Messico, salutista ed outsider di lusso. E soprattutto Jill Stein. Ecco: se fossi americano e dovessi scegliere tra di due mostri principali ed i tanti candidati tipo 'armata Brancaleone' che prenderanno numeri negativi, mi presenterei ad un comitato elettorale di Jill Stein e combatterei fino all'ultimo minuto del prossimo 8 novembre per assicurare il miglior successo a questa straordinaria donna. Medico sessantaseienne, Jill, che ha come motto 'Jill not Hill' ('Vota Jill e non Hillary'), ha un programma meraviglioso ed impossibile, utopico e bellissimo che spazia dall'economia alla sanità, dalla cultura all'ambiente, visto che lei è l'espressione del Green Party americano cioè l'equivalente dei nostri Verdi. Riassumere un programma che è grosso come un fascicolo di istruzioni di montaggio dell'IKEA non è cosa facile, ma, per flash vi dirò per cosa di batte la Stein. Innanzitutto si batte per il superamento della ricerca e dell'utilizzo dei combustibili fossili che stanno lentamente uccidendo il nostro pianeta attraverso cambiamenti climatici che stanno portando danni enormi (in quanto a desertificazioni da un lato ed alluvioni dall'altro) che pochi stanno comprendendo. Lei, ad esempio, vuole bandire le trivellazioni in mare, cosa per cui, al contrario si è battuto ad armi impari il governo italiano appoggiato dai media contro le regioni osteggiate persino dalla loro stessa classe dirigente. E' a favore della bioagricoltura e dei  processi produttivi a chilometro zero. Vuole superare il North Atlantic Free Trade Agreement e creare un sistema commerciale che vada a beneficio anche delle comunità e dei lavoratori locali, spesso sfruttati dagli U.S.A. e dalle potenze occidentali che deforestano e creano latifondi uniculturali distruttivi per il territorio. E' contro il liberismo sfrenato, i licenziamenti senza giusta causa (tanto amati dal governo italiano) e l'economia eco-insostenibile, e favorevole invece al ruolo centrale dello stato nel mercato del lavoro. Vuole garantire il libero accesso di tutti, in America, al cibo, all'acqua (che in Italia si vorrebbe privatizzare), alla casa ed ai servizi essenziali: e tra questi servizi essenziali vorrebbe la totale copertura gratuita sanitaria per i bambini, senza distinzione di provenienza o stato economico, e delle fasce più deboli, quella che anche in Italia non possono più curarsi perché non ce la fanno. Vuole permettere un accesso universale agli studi universitari senza più cedere al ricatto delle compagnie assicurative per i famosi prestiti d'onore che creano un debito spesso operosissimo per i giovani laureati e vuole premiare tutti gli insegnanti che operino in situazioni di degrado urbano o suburbano con classi difficili. Vuole che si riconosca un minimo sindacale di 15 dollari ad ora ad ogni lavoratore, è per una pesante smilitarizzazione della politica americana e vorrebbe, in conclusione, l'elezione diretta del Presidente U.S.A. senza il passaggio dai comitati elettorali e soprattutto dalle potentissime lobbies che impediscono a persone comuni di poter concorrere per la carica più alta degli Stati Uniti. Il programma, ripeto, è grandioso ed irrealizzabile: grandioso perché tocca tutte le principali urgenze della società non solo americana ma addirittura occidentale in generale; irrealizzabile perché tocca troppi interessi forti e troppe sporche storie d'intreccio perverso tra politica ed economia che non si possono nemmeno immaginare. Malgrado tutto, rispetto ai due idoli dell'antipatia quali l'arrogante e filonazista Trump, l'ipocrita ed odiosa Clinton, la Stein è una ventata d'aria fresca e pulita ed un raggio di sole in uno scenario che, se non apocalittico, con Trump e Clinton è quanto meno inquietante.

Raffaele Pinto

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