Sabato, 13 Agosto 2022

#StayMet. Ci siamo.

#StayMet. Ci siamo. Featured

Ricominciamo da qui. Se non fosse chiaro, ripartiamo da quelle “luci e ombre” di un territorio, il Metapontino, che non ha bisogno di chi si limita a constatare l'inesorabilità del sempre uguale. “Viviamo in una terra ricca di risorse ma non sappiamo valorizzarle”, quante volte l'abbiamo sentita questa frase, quante altre l'abbiamo pronunciata.

 Ecco, non è l'”editoriale” dell'inquietudine, non è per scomodare Pessoa ma è vero quello che egli scrive: “come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo e col sonno, ma per quell'estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia”. Nulla spaventa più del cambiamento - e meno male - ed è anche di questo che il nostro giornale vuole occuparsi, vivendo e raccontando questo pezzo di Sud e riportando ciò che accade lontano. Già, “lontano”. Tutto sembra così distante da noi, almeno fino a quando il nostro mare non restituisce i cadaveri dei bambini, degli uomini e delle donne che fuggono dalla persecuzione, dalla guerra, dalle privazioni, dalle infibulazioni e dalle torture. Tutto è distante fino a quando non ci accorgiamo che ai tavoli del bar che siamo abituati a frequentare, a Scanzano come a Pisticci, a Bernalda come a Valsinni, si parlano lingue diverse dall'italiano.

Tutto sembra non riguardarci, almeno fino a quando non vediamo – e ammettiamolo pure: non senza provare il brivido della diffidenza - anche nel Rione Santa Sofia (Scanzano Jonico), uomini in thobe bianco riunirsi in preghiera per celebrare pacificamente Allah.

Parleremo di noi, di chi vuole andare oltre o ha già superato la ferocia abulica e accomodante del luogo comune. E lo ha fatto, superando, non senza fatica, i pregiudizi, investendo nelle proprie idee senza attendere grazie da sedicenti divinità pagane, o sarebbe meglio dire folkloristiche. Parleremo di chi ha scelto di andare via pur di realizzare un sogno. Ma racconteremo anche di chi, con altrettanto coraggio, ha scelto di restare. Per rispettare questa terra di cui ognuno deve sentirsi custode e non proprietario.

 

Gianluca Pizzolla

 

Read 2127 times Last modified on Giovedì, 11 Agosto 2016 16:58
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