Mercoledì, 06 Luglio 2022

Trasporti ferroviari. Caro assessore Benedetto, ripartiamo da qui

Trasporti ferroviari. Caro assessore Benedetto, ripartiamo da qui Featured

“Caro (nuovo) assessore ai trasporti, Nicola Benedetto….”Potrebbe cominciare così la lettera da recapitare al nuovo assessore regionale in merito ai trasporti ferroviari della Basilicata ma, in questo caso, il tono della missiva è la fusione tra l’occhio della giornalista, lo studio della situazione dei trasporti in regione e il sentimento ferito della pendolare.

Dall’elezione di Matera Capitale della Cultura 2019, il dibattito attorno alla rete ferroviaria lucana si è concentrato sul completamento della linea Matera-Ferrandina (su cui torneremo in altra occasione) assumendo intonazioni molto simili alla propaganda politica. Nel frattempo, gli interventi strategici si sono concentrati sulle arterie di ferro da Metaponto in su con la conseguenza che, negli ultimi anni, la regione risulta totalmente scissa in due parti con l’area a sud-ovest della regione totalmente tagliata da qualsiasi discorso sui trasporti ferroviari. Quest’area corrisponde, in sintesi, al tratto della linea jonica Reggio Calabria-Taranto che tocca i comuni di Nova Siri, Rotondella, Tursi, Policoro, Scanzano Jonico, Montalbano Jonico, Marconia fino a raggiungere Metaponto.

Si tratta di una ferrovia complementare gestita da RFI su cui insiste un intervento di velocizzazione per merci. Esatto: per merci, quelle che viaggiano dal porto di Gioia Tauro ai porti di Taranto, Bari e Brindisi (e viceversa) e per velocizzare il trasporto delle merci si è resa necessaria la razionalizzazione delle stazioni, un progetto di semplificazione dell’infrastruttura, definito right sizing. In barba alle indicazioni fornite dall’unione europea che chiede agli stati membri di mettere gli utenti al centro della politica dei trasporti, nel caso della linea jonica, questo diritto spetta alle merci e senza possibilità di replica. Questo tratto non trova sollievo neanche nel nuovo piano dei trasporti della regione. Nelle stazioni menzionate (di ben sette comuni) i treni non fermano più da un bel pezzo e le corse ferroviarie sono sostituite dal servizio su gomma espletato da diverse compagnie di autolinee. 

La condizione dei pendolari. Una situazione insostenibile che costringe i pendolari dell’arco ionico (lavoratori, insegnati, studenti dell’UNIBAS, etc.) ad utilizzare gli autobus sostitutivi per raggiungere il capoluogo lucano. Si percorre, dunque, la SS 106 fino a Metaponto:  7 corse giornaliere che partono dalla stazione Nova Siri-Rotondella e da quella di Scanzano Jonico-Montalbano Jonico; 8 corse da quella di Policoro-Tursi (di cui una è servita da un intercity), mentre Marconia è servita da una sola corsa giornaliera. Arrivati a Metaponto la linea s’interseca con la Metaponto-Potenza-Salerno e si prosegue fino a Potenza a bordo delle autolinee che sostituiscono la maggior parte delle corse ferroviarie.

Società che non comunicano tra di loro. Una situazione che ha dell’incredibile se sommata alla scarsa comunicazione tra le autolinee che gestiscono il servizio. Accade sempre più spesso, infatti, che un ritardo accumulato dalla compagnia che gestisce il servizio su gomma nel primo tratto Nova Siri-Metaponto si traduca nella perdita della “coincidenza” Metaponto-Potenza servita da un’altra compagnia. Gli autisti delle diverse corse non comunicano tra di loro, non avvertono del ritardo, non si coordinano e non trovano soluzioni alternative per i pendolari che, sempre più spesso, restano a piedi a Metaponto. Eppure basterebbe un semplice scambio di numeri tra i vettori.

Caro assessore Benedetto. L’ intermodalità ferro-gomma, insomma, sembra solo lo spauracchio dietro cui si nasconde la miope visione di una regione che non riesce ad avere una strategia trasportistica lungimirante e un controllo su quello che dovrebbe essere un “sistema di trasporto integrato”. L’interscambio treno-bus non avviene, tranne che in rarissime occasioni. La frammentazione dell’offerta ferroviaria, gestita da diverse compagnie di autolinee (nella modalità gomma-gomma più che ferro-gomma), è pressoché fallimentare. Aldilà delle opere faraoniche per cui si richiedono milioni e milioni d’investimento, basterebbe ripartire facendo funzionare ciò che abbiamo e per fare questo serve un ruolo più incisivo della regione Basilicata che, a fatica, è riuscita a lesinare qualche intervento di ammodernamento di alcune linee. Basterebbe ripartire dalla jonica aprendo, assieme ai comuni della costa, un serio dibattito con RFI, promuovere un sistema di comunicazione tra le società che gestiscono il servizio di trasporto (dal più banale scambio di numeri telefonici fino all’uso di un’applicazione per dispositivi smartphone e tablet). Basterebbe, insomma, cominciare ad  offrire un servizio qualitativo migliore per ridare centralità ai singoli utenti, viaggiatori e pendolari.

Lucia Varasano

Read 2351 times Last modified on Sabato, 06 Agosto 2016 01:00
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