Venerdì, 19 Agosto 2022

Caro Matteo, ti scrivo Featured

Di certo non potevi aspettarti petali e fiori sparsi, anche perché  quelli – da noi – è usanza lanciarli dietro ai funerali. Ma nemmeno le uova: qui da noi si fa la differenziata e sappiamo bene che vanno nell’umido, non addosso alle persone con giacca e cravatta. Peraltro siamo un popolo, che con quelle uova, caro Matteo, è abituato a far mangiare una famiglia: sarebbe stato uno spreco, oggettivamente, tirartene dietro 4, con cui avremmo piuttosto fatto una buona ciambella. 

Non potevi aspettarti “Rose rosse per te” o “Trottolino amoroso du du, dadadà” (anche a scanso di canini parallelismi). Non quando sono passati quindici giorni dal referendum con cui ci hai infestato il mare, concedendoci la “grazia” del diritto di voto, soggetto alla dura legge del quorum. Quello che sulla carta ti fa credere di avere la bacchetta magica per cambiare il mondo e che, in realtà, è un po’ come la leggenda di Babbo Natale. Ecco, per esempio, in Basilicata, praticamente sto quorum si è raggiunto, superato perché è andata a votare anche zia Rosina, 90 anni, di San Fele. Ma a Vincent, cittadino pregiatissimo di Courmayeur che a stento sa che c’è pure un mare al di là degli Appennini, non pretendevamo che oggettivamente gli fregasse di delfini, spiagge, ambiente (?!). Come a quello di Matera – che a stento ha la “calabro lumaca” - della Tav. È la stessa cosa, suvvia, parliamoci chiaro.

Poi, se vogliamo stornare tutte queste questioni che anche la Carrà annulla con la legge del materasso, e vogliamo pure ricordarci che c’è tutto un mondo intorno, fatto di alberi, di mare, di pesci, di vita, già va meglio. Insomma, tra un miserere e un’estrema unzione, occorrerebbe ricordarsi di quella cosa chiamata “natura” (repetita iuvant!), di cui sappiamo a Ferragosto e a Pasquetta; natura, quella cosa che si associa al barbecue, insomma (sai quella storia dei pic nic in mezzo alla “natura”?!), you know? Ecco, se la prendi e la sommi al concetto di “coscienza” (ti mando il link di Wikipedia per capire bene di cosa parliamo), viene fuori che le trivelle non ce le dovevi proprio mettere in mare, tanto più che ci han spiegato che ridurre ‘sto fondale ad una groviera non serve nemmeno a ricavare il gas per l’uovo al tegamino. Questa la premessa doverosa per spiegarti come interpretare l’apotropaico invito rivolto alla tua cara e tanto fiorentina mamma. Ecco, quello tutto era fuorché un augurio e si colloca esattamente a metà strada tra le trivelle, Banca Etruria e le accise sulla benzina. Caro Matteo, coi lucani hai un “tantinello” esagerato. La prossima volta, magari, meno parole e più binari.

Cordialità (si fa per dire).

Read 2142 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:51
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