Venerdì, 19 Agosto 2022

Referendum Trivelle: commoventi i lucani Featured

Il risultato del referendum sulle Trivelle in mare o meglio sulla possibilità di estrarre fino al loro esaurimento dai pozzi già esistenti, è stata un’ulteriore prova dell’amore che i lucani nutrono verso la loro terra. E’ stata, la nostra,  la regione che ha fatto registrare la più alta percentuale di affluenza alle urne, superando il fatidico 50%.

Sono stati in Italia circa 15 milioni i cittadini che si sono recati a votare. Una cifra tutt’altro che irrilevante e molti analisti si stanno ponendo l’interrogativo che forse è il caso di rivedere la norma sui referendum. La disaffezione dalla politica e dai politici sta portando un numero crescente di elettori a disertare sempre e comunque i seggi elettorali. E’ una forma di protesta inconcludente e la non partecipazione attiva  finisce per favorire i gruppi di potere che si vorrebbero contestare. Su temi specifici non è facile mobilitare milioni di persone in una società che va sempre di più americanizzandosi e la soglia del 50% è oggettivamente impraticabile. Sui social network si leggono affermazioni di scoramento come se si fosse trattato di una pesante sconfitta. E’ stato invece un buon risultato, anche se il dato di alcune regioni del sud, come la Calabria, e di alcune aree, come quella della Val d’Agri, lasciano molto a desiderare.

Comprendiamo, ma non condividiamo che in una realtà a basso tasso di occupazione, possano passare in secondo piano la tutela dell’ambiente e la salute, ma le indagini della magistratura avrebbero dovuto aprire gli occhi a quelle popolazioni sui torbidi e loschi interessi che vi sono dietro l’affaire petrolio. L’attaccamento dei lucani alla loro terra è stato davvero commovente.

Come nel caso del cimitero delle scorie radioattive a Terzo Cavone, è venuto fuori il sentimento più nobile che un uomo possa provare verso la terra che gli ha dato i natali. Anche tutto ciò servirà forse a poco, perché demograficamente siamo pochi e mal rappresentati, “quattro gatti” come disse Romano Prodi, con “quattro comitatini”, come aggiunse poi Matteo Renzi, non abbiamo un presidente come quello pugliese, il nostro è legato a filo doppio, l’ allusione al fratello è voluta, al renzismo,  ma è stato un voto non solo contro le trivelle ma anche contro l’estrazione del petrolio tout court, quindi anche sulla terra ferma.

D’altra amare la Basilicata/ Lucania non è difficile per chi ci è nato, ci vive o ci ha vissuto. Da noi la terra ha un altro colore, il silenzio si nutre di arcaici ricordi, e senza retorica “il pane ha ancora il sapore del pane”.

 

Vincenzo Maida

Read 1372 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:51
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