Venerdì, 19 Agosto 2022

Perché il 17 aprile dobbiamo mettere una croce sul Sì Featured

Diciamolo chiaramente il significato del referendum del 17 aprile va al di là dei quesiti che propone: come per quello sul nucleare ha il valore di una scelta di fondo sulle estrazioni petrolifere a cui non possiamo sottrarci se amiamo la nostra terra. Sarebbero sufficienti alcune elementari considerazioni per avere le idee chiare. In Italia vengono estratti poco più di 5 milioni di tonnellate di petrolio, meno dunque del 10% del fabbisogno nazionale, ne consumiamo infatti circa 800 milioni di tonnellate. Di quei 5 milioni circa il 70% si trova, purtroppo, in Basilicata. Secondo uno studio del Ministero per lo Sviluppo Economico di qualche anno fa, al massimo si potrebbe arrivare a 129 milioni di tonnellate, tra estrazioni in mare e sulla terra ferma, cioè poco più del 10% del fabbisogno nazionale. Questi dati sono ovviamente approssimativi, ma l’idea che danno è esatta: rischiamo di mettere a rischio un ecosistema e un patrimonio ambientale  di inestimabile valore, per recuperare neanche il 10% del fabbisogno nazionale.

 

I nostri pozzi, infatti, non sono come quelli arabi da dove il petrolio zampilla come da una fontana. Le rassicurazioni sulla tutela ambientale, sul miglioramento degli impianti, sui maggiori investimenti in questo settore, lasciano il tempo che trovano. Pur senza essere degli specialisti in materia, è sufficiente leggere qualche ricerca nel settore per informarsi sulle ferite irreversibili che l’attività estrattiva infligge alla natura. Anche la piattaforma nel Golfo del Messico era considerata sicura, eppure provocò il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti. Proviamo ad immaginare un simile evento nel Golfo di Taranto con l’ acqua azzurra che si tinge di nero, la sabbia dorata delle nostre spiagge coperta da liquame e i pesci, che ora guizzano fino a riva , anneriti e affogati dal greggio.

Secondo Il Fatto Quotidiano tale evento da noi provocherebbe più danni di quelli provocati negli Stati Uniti. Il giornale ha argomentato in modo scientifico tale affermazione. Per i danni  derivanti dalle perforazioni su terra ferma consiglieremmo di approfondire l’argomento e di andarsi a leggere uno studio della ricercatrice italiana Maria Rita D’Orsogna, presso l’University at Northtridge di Los Angeles. I danni per la  salute umana causati da idrogeno solforato ( H2S), derivante dalle perforazioni e soprattutto dal pre-trattamento di idro-desulfurizzazione del greggio, sono rilevanti. Si tratta di poco più di una quarantina di pagine che vale leggere. Si apprenderebbe ad esempio che l’idrogeno solforato entra nel corpo umano in tre modi: per inalazione attraverso i polmoni, per via orale, specialmente dalla digestione di sostanze contaminate assorbite nel tratto intestinale, prima fra tutte l’acqua, e da noi i pozzi si trovano vicino alla diga del Pertusillo che approvvigiona anche la , e attraverso la pelle.

Per inalazione i danni sono a basse concentrazioni: tosse, mancanza di respiro, raffreddori, affaticamento, ansietà, bronchite, irritabilità, declino intellettuale, mancanza di concentrazione, difetti della memoria e dell’apprendimento, modifiche del senso dell’olfatto e nelle capacità motorie, danni ai polmoni anche permanenti. Ad alte concentrazioni: edema polmonare, collasso cardiaco, paralisi dell’olfatto e persino morte. I danni alla pelle sono la presenza di vesciche, la morte dell’epidermide, irritazioni e pruriti. I danni agli occhi possono essere irreversibili con lacrimazione, congiuntiviti, bruciori, mancanza di messa a fuoco.  Anche il sistema nervoso può subire danni importanti. Quelli riportati sono solo una sintesi dei danni che l’idrogeno solforato provoca all’uomo e quindi anche agli animali, ai pesci, al mare ed alla flora dell’area interessata. I dati citati dallo studio non sono ipotetici, ma il frutto di una ricerca sulle popolazioni che li hanno già subiti e che sono state monitorate negli anni. Lo studio si occupa anche del centro oli di Viggiano, valuta, altresì, anche l’impatto dell’idrogeno solforato sui bambini e la sua incidenza sul cancro con l’insorgenza di danni al DNA.

Secondo gli ultimi dati Istat in tutta la Basilicata vi è già una crescita esponenziale delle patologie tumorali, nell’area delle estrazioni si supera il 20% di aumento. Un lucroso affare lo faranno solo le compagnie petrolifere, la cui forza contrattuale è dimostrata dalla loro storia, tutt’altro che cristallina, dalla tragica fine di Enrico Mattei all’inchiesta del 1974 di tre Pretori di Genova su di un fenomeno di aggiotaggio, cioè la diffusione di notizie false, esagerate, o la messa in opera di altri artifizi finalizzati ad alterare i prezzi di mercato delle risorse energetiche, fino all’ attività corruttrice effettuata dalle compagnie petrolifere per ottenere una serie di provvedimenti legislativi e amministrativi a loro favore, con il versamento di ingenti somme di denaro a partiti politici e giornali governativi. Ultimo in ordine di tempo lo scandalo che ha coinvolto il “compagno” della ex-ministra Guidi, con una commessa da due e e mezzo di euro, costringendola alle dimissioni.

 

Vincenzo Maida

 

Read 2777 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:51
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