Venerdì, 19 Agosto 2022

Riso, patate e morte Featured

Per fare riso, patate e cozze ci vuole studio ed una certa dose di preparazione. Scordati di improvvisare, ma non ti servirà neppure il cappello da chef: basteranno i fornelli... ed una buona nonna.

Dovrai saper dosare acqua e riso, generando quell'equilibrio quasi primordiale tra liquidi e solidi perché il riso non torni alla mondina e la cozza non diventi anoressica. Insomma, ti serviranno attenzione ed acqua q.b.. “Q.b”, quella formula che - da Hammurabi in poi - racchiude ermeticamente tutto lo scibile umano e ti garantisce un preannunciato, clamoroso tonfo culinario. Per fare riso, patate e cozze ti serviranno le cozze, veraci e fresche. Le dovrai raschiare, con la spugnetta d’acciaio, quella per lo sporco più ostico, quella di quando ti dimentichi le lenticchie sul fuoco per parlare con zia Melina. Eh, Zia Melina… Qualcuno, ora, dovrà prendersi la briga di avvertirla, zia Melina, che no, ormai se lo può scordare il suo riso, patate e cozze: il piatto di Bari Vecchia per eccellenza, della tua infanzia, di nonna Concetta; il “piatto di strada” nel senso che lo sentivi già dalla strada quando era pronto, il piatto; lo sentiva la vicina, che te ne chiedeva una porzione, lo sentivano i gatti che “miagolavano” la loro dose di valve, possibilmente piene.  È con una tiella di riso patate e cozze, vent’anni fa, avevi fatto capitolare zio Cenzino, quando il matrimonio te lo giocavi a tavola e ti giocavi pure la suocera se non stendevi bene le lenzuola. Riso, patate e cozze, zia Melina, non devi farlo più a tuo marito. Quantomeno se lo vuoi per le nozze d’oro. Perché le cozze sono piene di veleno. Pure quelle di Bari, pure quelle di Totonno, il pescatore sotto casa tua: piene-di-veleno. E una parte di quei 7 quintali, zia Melina, di sicuro pure a Totonno - il tuo pescatore da 30 anni, quello di tua madre e di quando eri piccola - le hanno smerciate. Pure a lui, fidati. E tu lo sai: solo Superman se beve la benzina sviluppa i poteri, sta storia vale solo per lui. Se le mangi tu, invece, Melina di Bari Vecchia, muori. Punto.

Sì, zia Melina: senza cozze e senza manco il gas sufficiente per fare l’uovo al tegamino. Queste sono le trivelle, zia Melì. Per fare riso patate e cozze, le vogliamo indietro, 'ste cozze. Le rivogliamo sporche, lerce, putride, ma non avvelenate. Per fare riso patate e cozze, le rivogliamo indietro 'ste cozze. Buone sì, ma non buone… da morire.

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