Venerdì, 19 Agosto 2022

Dopo l'emergenza c'è chi punta il dito, chi chiede lo stato di Calamità Featured

L'emergenza legata alle condizioni meteo dei giorni scorsi sembra rientrata, c'è chi conta i danni, c'è chi come il comune di Rotondella avanza la richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, chi come il consigliere regionale Paolo Castelluccio mette sotto accusa il Consorzio di Bonifica e infine il consigliere comunale di Policoro, capogruppo di Impegno Comune, Giuseppe Ferrara, chiede a che punto siano i lavori per il miglioramento strutturale e funzionale del canale n.7 in zona Torre Mozza.

 

Di seguito le note giunte in redazione.

 

VITO AGRESTI, SINDACO DI ROTONDELLA. La Giunta Comunale di Rotondella con deliberazione n. 15 adottata nella tarda serata di ieri 17 marzo 2016, immediatamente convocata dal Sindaco, Vito Agresti, che udita l'esposizione dei fatti e precisamente che:

- dal giorno 16 marzo 2016 e per il successivo giorno 17 marzo l'intero territorio Comunale è stato interessato da un estesa perturbazione con intense piogge a carattere temporalesco;

- tali piogge si sono protratte nei giorni su esposti, senza alcuna interruzione;

- visti gli avvisi di allerta per il rischio idrogeologico- criticità elevata-allerta rossa, diramati    dalla Protezione Civile della Regione Basilicata, si è prontamente costituito all'interno della struttura Comunale il C.O.C.;

- opportunamente allertare si sono immediatamente mosse le unità del Corpo della Polizia Locale, Protezione Civile e squadra tecnica Comunale;

- le consistenti e forti piogge hanno arrecato numerosi allagamenti ed esondazioni causando diversi danni a infrastrutture e campagne, ed in particolare:

- alla viabilità principale, urbana ed extraurbana, nonché alla rete delle infrastrutture primarie del centro urbano e delle sue frazioni;

- agli alvei del fiume Sinni, dei torrenti, dei fossi e dei canali, agli argini naturali e alle opere di protezione artificiali dei corsi d'acqua;

- viabilità rurale su tutto il territorio comunale compresi ponti e i sottopassi per l'attraversamento del fiume o rigagnoli;

- litorali e foci naturali, con l'apertura di nuovo sbocchi al mare con distruzione di aree dunali e arenili.

La stessa, in maniera tempestiva ha deliberato di chiedere il riconoscimento dello Stato di Calamità Naturale, previsto dalla legge regionale per i danni subiti e quelli subenti.

 

MERGENZA METAPONTINO: CASTELLUCCIO (FI), PESANTI RESPONSABILITA’ CONSORZIO BONIFICA

“Tra le cause e le responsabilità da individuare per la nuova situazione di emergenza nel Metapontino non c’è solo la poggia abbandonante e quindi l’ennesima calamità naturale ma ci sono anche il Consorzio di Bonifica Bradano-Metaponto e la nuova governance che riguarda i Consorzi e risulta del tutto fallimentare”. Lo afferma il consigliere regionale Paolo Castelluccio (Fi) sottolineando che “a poche ore dalla tragedia sono rimaste inascoltate le nuove segnalazioni di agricoltori per la pulizia di canali di bonifica e di interventi che avrebbero sicuramente ridotto, di molto, i danni alle produzioni più pregiate. L’allagamento degli impianti di fragole che registrano il massimo di investimenti di imprenditori – aggiunge – è l’esempio più chiaro di come ha inciso l’assenza di azioni indirizzate almeno nell’ordinaria amministrazione,  vale a dire alla gestione delle reti consortili. Da troppi anni si continua a ripetere che bisogna programmare un progetto di salvaguardia delle aziende agricole e del territorio salvo poi a rinviare in continuazione. Dopo anni di programmazione e progettazione e di scarse risorse finanziarie, la novità – aggiunge – è costituita dal programma BEI per la Basilicata per arginare gli effetti dei dissesti idrogeologici che ammonta a 500 milioni nei prossimi anni (la Bei sosterrà il 50% del programma con una linea di credito complessiva di 250 milioni). E’ questo lo strumento più immediato ed efficace che abbiamo – continua il consigliere di Fi – per mettere in sicurezza aziende agricole, case, strade e persino complessi residenziali turistici lungo la costa ionico-metapontina”.

Castelluccio inoltre raccoglie il grido d’allarme lanciato da operatori  turistici preoccupati della situazione di transitabilità a poco più di una settimana dalle festività pasquali. Il punto più critico è a Nova Siri a causa delle condizioni in cui si trova lo svincolo della SS 106 Jonica. Se non si interviene subito potrebbe essere una mazzata per l’immagine del turismo  a Nova Siri e lungo la costa ionico-metapontina che puntano sulla prova generale di Pasqua per rilanciare l’offerta estiva. Questa volta gli assessori dei Dipartimenti in prima fila (Infrastrutture, Agricoltura) concordino un intervento urgente senza limitarsi al puro risarcimento dei danni subiti.

 

GIUSEPPE FERRARA, "IMPEGNO COMUNE" (POLICORO). “ In occasione degli eventi piovosi dei giorni 30 novembre e 1 Dicembre 2013, il canale di bonifica n.7 del comprensorio di Policoro,...emissario dell'impianto idrovoro Torre, ha mostrato in più punti di non essere del tutto adeguato a far defluire le portate del suo bacino imbrifero con conseguenti esondazioni e allagamenti.….Per adeguare alle nuove esigenze l'opera consortile, la struttura tecnica del Consorzio sta curando il progetto del suo completo ridimensionamento in base al quale saranno comunicate a codesta Società le soluzioni a cui attenersi per la sistemazione di tale opera terminale.”

“Così scriveva – spiega il consigliere comunale di Policoro, Giuseppe Ferrara,  capogruppo di Impegno Comune -  nell'Aprile 2014,  il Commissario del Consorzio di Bonifica Bradano e Metaponto, Giuseppe Musacchio, dopo i vari solleciti richiesti dal Sindaco di Policoro, Rocco Luigi Leone,  che chiedeva di  conoscere la situazione del canale in questione, dopo l'alluvione del Novembre 2013.

Ora invece io chiedo al Commissario: Ma questo progetto da lui decantato, ad oggi a che punto si trova? Sono trascorsi ormai tre anni e di piogge copiose ne sono passate purtroppo tante altre ma il canale di bonifica soffre le solite criticità. Cosa dunque è stato fatto in tre anni? Non sarebbe forse il caso che il Commissario lasci il posto ad un presidente eletto?”

Dobbiamo ancora una volta attendere che arrivi una catastrofe prima di  smuovere qualcosa?”

“ E' vero – continua Ferrara -  che da parte del Consorzio vi è una più attenta pulizia dei canali, ma se lo sfogo al mare rappresentato proprio dal canale n.7 è ostruito, tutto il lavoro svolto diventa inutile.

Per questo, il gruppo di Impegno Comune chiederà al Sindaco di convocare una riunione urgente con il Commissario del Consorzio e l'Assessore Regionale all'agricoltura Luca Braia nella quale ci vengano fornite delucidazioni in merito al progetto sul canale del Consorzio e che Luca Braia dia quella sterzata che serve al Consorzio affinchè ritorni ad essere un punto di forza per il nostro territorio”

“Il canale di Torre Mozza – conclude Ferrara - è di strategia importanza e il suo malfunzionamento reca danni enormi agli agricoltori che temono per il loro lavoro ogniqualvolta si prospetta un allerta meteo. Ma se è vero quello che lo stesso Commissario ha affermato e cioè che il canale  ha mostrato in più punti di non essere del tutto adeguato a far defluire le portate del suo bacino, chiedo al Commissario del Consorzio e  alle associazioni di categoria se sia davvero giusto che gli agricoltori continuino a pagare il tributo 660 visto che il servizio del canale non è adeguato.”

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