Mercoledì, 17 Agosto 2022

È policorese il cocktail più buono d’Italia 2016 Featured

Policoro è sul podio del Challenge on Ice per il 2016; Policoro, con testa, mani e cuore di Cosimo. Cosimo, che di cognome fa Nucera, di anni ne ha 35. Policorese di nascita, milanese d’adozione, lavora in quello che è il primo cocktail bar in uno showroom di design in Italia.

E poiché essere avanti non gli bastava, ha deciso anche di essere primo, a Rapallo, nella più ghiacciata competizione tra barmen: il Challenge on Ice, appunto. Risultato? È suo il miglior cocktail d’Italia per l’anno 2016. In pratica lui ci mette lo zenzero, Branca la sponsorizzazione. Shakerate le due cose e gustate fredda la vittoria. Branca, sì: sapete quelli di: “Brrrr… Brancamenta”? Bene, se ancora ve ne ricordate; male (se ancora ve ne ricordate) perché anche questo, come le rughe, è un segno del tempo. Ma era di Cosimo che si parlava. Ed è con Cosimo che abbiamo parlato in una breve intervista, facendoci pure dare qualche “bollicinosa” ricetta.

 

Challenge on Ice: di cosa si tratta?

È una gara su invito riservata ai migliori bartender su territorio nazionale che decreta il “Cocktail dell’anno”, scelto tra 60, da una giuria tecnica e degustativa.

Primo posto con il tuo “Zen-To”. Cos’è e cosa significa?

È un long drink a base di Vermut Carpano Antica Formula, con Cedrata Tassoni, limone, zenzero e pepe di Timmur. Prende il suo nome dallo zenzero e, più in generale, dalla cultura asiatica, da dove proviene anche il pepe. “To” è in onore di Torino, dove è nato il Vermut. Il nome infine richiama da un lato il verbo “sentire” (inteso come “percepire”), dall’altro la serenità della fusione del termine “zen” con la particella inglese “to”, “andare verso lo zen”.

 

Dalle Lettere ai cocktail, da Platone alla Pina Colada: perché ma soprattutto come?

Mi sono avvicinato al bancone prima per divertimento, poi è diventato il sostentamento per poter terminare gli studi, ed è diventato amore e passione per questo lavoro che è soprattutto comunicazione e socialità. Credo che negli ingredienti, nelle spezie e nei liquori ci sia la poesia della Natura, che va saputa tradurre e rendere… “ascoltabile”.

 

Quando un cocktail può dirsi “buono”?

Quando il cliente sorride e dice che è proprio quello che voleva.

 

L’ingrediente a cui non rinunci mai nelle tue preparazioni? Di cosa puoi fare a meno invece?

L’ingrediente fondamentale  per me è il ghiaccio: senza la giusta temperatura e la diluizione adatta, anche la ricetta migliore viene rovinata. Poi - come si dice - tutto è utile ma nulla è necessario: se si conoscono e si amano gli ingredienti, si può far da bere con qualsiasi cosa.

 

Tu cosa bevi? Qual è il tuo cocktail preferito?

Ormai bevo ben poco ma quando voglio rilassarmi scelgo sempre un buon Manhattan.

Ricettina di un buon cocktail da poter fare a casa per stupire gli amici? Di uno analcolico?

Beh direi di provare un bel Campari con Gin in parti uguali, con una manciata di lamponi e una spolverata di “pupon psat” da accompagnare con dei “puponi cruschi” e ovviamente tanto ghiaccio.Per un analcolico consiglio sempre della buona frutta fresca, come delle belle fragole Candonga (Candonga Fragola Top Quality), un po’ di zucchero e di limone e del succo di arancia. Poi, se si vuol fare un strappo alla regola, basta aggiungere un po’ di prosecco e il gioco è fatto.

 

Senti, quali gli ingredienti servono per riuscire nella vita, per essere felici?

Io credo che in entrambi i casi la risposta sia la stessa: fare quello che ci piace e farlo con passione.

 

Policoro – Milano solo andata? Parti da Policoro che correva l’anno? Cosa portavi in valigia? Quando ci torni, adesso, con quali sensazioni riparti?

Mai dirlo. Tornerei volentieri in “patria”. Dal 2001 ad oggi sono cambiate tante cose nella mia vita, ma nel cuore rimango policorese. In valigia avevo tante speranze e tante idee: alcune sono cambiate, altre non credevo di averle, ma fondamentalmente c’era tanta curiosità per il mondo. Quando riparto, con me porto sempre serenità donata dai miei cari e dagli amici di una vita e un po’ di nostalgia, oltre ovviamente a pacchi carichi di roba da mangiare.

 

Quali le prossime sfide?

Il mio obiettivo è diventare un apprezzato professionista del settore al di là dei trofei e dei titoli, anche se mi lusingherebbe trovare qualche mia ricetta in giro nei locali Italiani e perché no anche esteri.

… e se ti dicessi “frizzuli”?

Rispondo: “Middica”

 

Alba Gallo

Read 7764 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:51
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