Sabato, 13 Agosto 2022

Errare è umano, pedalare… anche! Dalla Francia all’Africa, passando per… Pisticci Scalo. Featured

“Volevamo scoprire le meraviglie del mondo, così abbiamo preso la bici ed abbiamo iniziato il nostro viaggio”. Pisticci Scalo, sono le h10 di un anonimo 30 novembre. Il vento scalfisce ma non taglia, il sole illumina ed ha smesso da tempo di riscaldare. In una piazzola, tra 2 bici ed un fornellino da campo, una bandiera francese si lascia avvolgere e scompigliare dall’aria.

 

Incuriosita, mi trovo nel bel mezzo di una colazione minimalista e non più di un bagaglio, che racchiude quell’essenziale mai così invisibile agli occhi. Sono Renaud e Nicole, una cinquantina d’anni a testa per una comune nazionalità, che sa di fonduta quanto di Tour Eiffel, di Bastiglia ed “r moscia”.

Mi raccontano, in inglese, storie di curve e sudore, pioggia e pazienza per infiniti quanto emozionanti chilometri e tappe, tutte da raccontare.  Partono da Cuers (Sud della Francia) ad aprile del 2015, muniti di quel tutto che possa entrare in una sacca da trasporto, quella che per i ciclisti è un ibrido tra la borsa di Mary Poppins e l’armamentario di Messner, per intenderci. Buone gambe e forte l’ostinazione, raccontano di voler raggiungere l’Africa entro 4 anni. Alla domanda: “Perché questo viaggio?”, rispondono con semplicità: “Volevamo scoprire il mondo e le sue bellezze, il suo mosaico di volti e voci”.

Mangiano per strada, dormono in un hotel che di stelle ne offre 5, sì, 5 milioni, come quelle gentilmente offerte dalla volta celeste. Talvolta trovano ospitalità da parte di gente di buon cuore, altre ricorrono ad una tenda, che ancora ti chiedi da dove possa esser uscita. E la cerchi tra manubrio e pedali, finché non smetti di porti domande.

Felici, positivi e ottimisti, viaggiano, baciati dal sole o bagnati dalla rugiada. Scelgono strade secondarie – mi dicono – per non incappare in eventuali pericoli. “Avete paura? – domando. “Così come temiamo le punture di zanzara!”. Tante le pedalate di distanza dalla Parigi del 13 novembre. Un pensiero per i vostri connazionali? “Quel giorno eravamo a Durazzo. Io non ho una religione – dice Renaud – ma comunque sia, credo che il fondamentalismo sia il reale male di ogni religione”.

Prossima tappa? La Sicilia. Ultima? Africa del Nord, in quel 2019 tanto caro a Matera.

Mi lasciano, con un abbraccio ed un indirizzo: quello del loro blog, attraverso il quale seguire e sostenere il loro percorso (elasser travellers). Li lascio, con l’augurio di un buon vento e l’orgoglio di poter raccontare questa storia, la loro storia.

Read 1245 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:43
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