Giovedì, 19 Maggio 2022

Titanic forever. Ancora mistero e fascino intorno al famoso affondamento Featured

All’apparire della parola ‘Titanic’ si evocano in noi le immagini più diverse. I più romantici immaginano le signore eleganti,  i balli, il lusso e quella meravigliosa scalinata, la Grand Staircase, scendendo dalla quale, in vestito da sera, qualunque donna, anche la più insignificante,  si sarebbe sentita una regina. I drogati d’avventura, invece, immaginano il comandante E.J. Smith ed i suoi giovani e coraggiosi ufficiali alle prese col panico dei passeggeri, con le scialuppe penzoloni sull’acqua dell’oceano e con la propria paura da dissimulare perché, come disse loro il comandante, loro “erano inglesi”.

 

Per i più giovani, e per gli amanti del cinema, è inutile dire che l’immagine che si dipingerà nella mente al solo citare il magico nome sarà quella di Kate Winslet  e Leonardo Di Caprio che si abbracciano sulla prua della nave.

Ma c’è un terzo gruppo di persone per le quali il Titanic è una cosa viva, palpitante, reale, presente: sono gli esperti della nave e dell’affondamento che potremmo definire ‘titanicologi’.

Per loro, ma anche per noi, c’è una notizia-bomba: quella che per anni si era fatta credere una sopravvissuta del Titanic, Helen Kramer, era un’imbrogliona.

La Kramer aveva tentato, a partire dal 1940, di farsi passare per Loraine Allison, la duenne figlia di Hudson e Bess Allison, che, insieme al loro secondo figlio Trevor, si erano imbarcati sul Titanic il 10 aprile del 1912.

La Kramer aveva fatto questo perché gli Allison erano una ricchissima famiglia canadese e a lei poteva far comodo rientrare nell’asse ereditario.

Dopo le ricerche sul DNA della Kramer, morta nel 1992, e su alcune bisnipoti di Hudson Allison e di sua moglie Bess, la professoressa Oost, una genetista canadese, ha dimostrato senza ombra di dubbio che non poteva esservi legame di parentela tra la Kramer e gli Allison, chiudendo una diatriba che era andata avanti per oltre cinquant’anni, con un ulteriore strascico di quasi ventitre anni.

Ciò non toglie che quella nave affascinante, quell’affondamento spaventoso e quelle millecinquecento storie di morte al largo dell’Atlantico, ci faranno sognare e pensare ancora molto, molto a lungo.

RAFFAELE PINTO
Read 1636 times Last modified on Sabato, 23 Luglio 2016 00:38
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