Martedì, 30 Novembre 2021

La multa: cos'è, come si paga, come si fa ricorso Featured

Oggi parliamo di come ed in che casi si può contestare una multa: come fare e quando è possibile. La multa o contravvenzione è una sanzione amministrativa pecuniaria elevata in caso di violazione delle regole prescritte dal Codice della Strada. Qualora si ritenga di essere vittima di una sanzione ingiusta, la strada da percorrere è quella di presentare ricorso. I ricorsi possono essere di tre tipi: ricorsi in autotutela, cioè quelli rivolti all’ente che ha applicato la multa affinché la annulli, quelli davanti al Prefetto e quelli presentati davanti al Giudice di Pace.

La multa può essere considerata illegittima se presenta dei vizi di forma: ad es. errata indicazione delle generalità del conducente; omessa o erronea indicazione della data e dell’ora nella quale è avvenuta l’infrazione; mancata o erronea indicazione dell’autorità competente per il ricorso…  Procedimento per contestare una multa presso il Prefetto. Il trasgressore o gli altri soggetti tenuti al pagamento della multa possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione. Il ricorso al Prefetto, disciplinato dall’articolo 203 del D.lgs. del 1992, prevede la possibilità di fare opposizione alla multa entro 60 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione (da quando arriva a casa). Il ricorso è gratuito. Per quanto riguarda le modalità del ricorso, è previsto l’invio di una lettera in carta semplice tramite raccomandata con ricevuta di ritorno diretta al Prefetto o indirizzata al comando di polizia municipale o all’ufficio dell’organo accertatore oppure la consegna a mano contenente i dati utili all’istruttoria (nome, cognome, indirizzo, data e numero del verbale, motivo della contestazione). È necessario inoltre allegare copia del verbale e il materiale utile a supportare la richiesta (ad esempio le fotografie).  Entro 120 giorni dalla ricezione degli atti, il Prefetto tramite ordinanza può dichiarare di accogliere o rigettare le ragioni del ricorso presentato, ossia può annullare la multa o condannare il ricorrente al pagamento di un importo pari al doppio della multa, spiegando le motivazioni della sua decisione. Qualora il ricorrente ne faccia richiesta è previsto la procedura di ascolto da parte del Prefetto dei soggetti interessati. L’assenza di un’ordinanza da parte del Prefetto entro i termini previsti (120 giorni) equivale all’accoglimento del ricorso, secondo la logica del meccanismo di silenzio assenso. Nel caso in cui nell’ordinanza venga rigettato il ricorso e venga emessa un’ingiunzione al pagamento della sanzione, quest’ultima deve essere notificata entro 150 giorni. Il soggetto avrà tempo 30 giorni di tempo per pagare la multa. L’art. 205 del Codice della Strada prevede che si possa fare ricorso innanzi al Giudice di Pace anche contro l’ordinanza ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, entro il termine di trenta giorni dalla notifica della stessa (o sessanta se il ricorrente risiede all’estero). Ciò significa che, nel caso in cui il verbale sia stato opposto mediante ricorso al prefetto e questi lo abbia rigettato, il ricorrente può contestare l’ordinanza di rigetto proponendo ricorso al giudice di pace, entro il termine di trenta giorni a partire dalla data in cui ha ricevuto l’ordinanza. Il nuovo ricorso potrà, pertanto, avere ad oggetto sia le doglianze rivolte alla contestazione del verbale, sia quelle relative alla contestazione dell’ordinanza prefettizia. In alternativa al ricorso al Prefetto, il trasgressore può Contestare una multa presso il Giudice di Pace. Il ricorso al Giudice di Pace, disciplinato dall’articolo 204 bis del D.lgs. del 1992, prevede la possibilità di fare opposizione alla multa. Deve essere effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione (di fatto metà dei giorni rispetto al Prefetto). Il ricorso al Giudice di Pace è un procedimento civile ossia un atto giurisdizionale e come tale implica dei costi. La domanda di ricorso deve essere depositata presso la cancelleria del Giudice di Pace o inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Vanno allegate oltre alla copia originale del ricorso, quattro fotocopie, la fotocopia dei documenti che si vogliono sottoporre all’esame del Giudice, copia del documento di riconoscimento in corso di validità e la ricevuta del pagamento del contributo unificato e dell’imposta di bollo. Visionati gli atti, il Giudice di Pace potrà ordinare il ricorso inammissibile, convalidare la sanzione tramite un’ordinanza se il ricorrente non fosse presente, annullare la multa in parte o in toto, rigettare il ricorso e sanzionare il ricorrente al pagamento di una somma compresa tra il minimo e il massimo delle previsione edittale. Non è necessaria la presenza di un avvocato: la stessa diventa però indispensabile se il Giudice di Pace rigetta il ricorso. In questo caso, infatti, ci si può ancora rivolgere a  un Tribunale e l’assistenza legale è d’obbligo. Il tempo per il pagamento della sanzione a seguito della sentenza è di 30 giorni dalla notifica.

PIERA CHIERICO, AVVOCATO

Read 2998 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:43
Rate this item
(0 votes)