Martedì, 17 Maggio 2022

Un bocciato di successo: storia quasi incredibile del rapper Weeknd. Featured

 

Vi ricordate quel sedicenne brufoloso e dal tanfo ascellare, perennemente in ritardo all’entrata, perennemente seduto all’ultimo banco, perennemente assediato dagli sguardi adoranti delle vostre compagne di terza media? Beh, immaginate per un attimo che quel ragazzino che voi guardavate dall’alto in basso perché non riusciva a prendere mai più di tre agli scritti e più di quattro agli orali diventi uno scalatore di classifiche musicali, un semidio del rithm and blues, un golden boy per tutte le radio, le televisioni e i giornali.

E’ quello che è successo ad Abel Tesfaye, vero nome, di origine etiope, del rapper canadese conosciuto dagli esperti del settore come Weeknd (e non c’è un errore di battitura; si è voluto chiamare proprio così, senza una ‘e’ della famosa parola anglosassone).

Per farla breve, questo bocciato di successo, negli ultimi anni ha piazzato ben quattro singoli nelle Top 10 internazionali, ha collaborato alle colonne sonore di Hunger Games e Cinquanta sfumature di grigio, si è beccato un doppio disco di platino dalla Music Canada ed ha collaborato con artisti di spessore internazionale come Ariadna Grande e Drake.

Guardando con superiorità, ora sì, tutti quelli che lo sfottevano da ragazzo, Abel si gode complimenti di critici di vaglia che lo paragonano (udite, udite!) a Michael Jackson e Bruno Mars per quel suo strano modo di cantare in falsetto mischiando stili musicali diversissimi tra loro.

Chi gli vuole male gli rimprovera  testi delle canzoni infarciti di amori violenti e laceranti, sesso e droga: chi lo ha capito davvero sa che, da una vita al limite, di quelle che possono finire, nel migliore dei casi all’ ospedale e nel peggiore al cimitero, Weeknd ha saputo riscattarsi e dare un senso ai propri giorni.

Buon per lui e in bocca al lupo per il futuro.

 

Raffaele Pinto

Read 1219 times Last modified on Sabato, 23 Luglio 2016 00:41
Rate this item
(0 votes)