Venerdì, 19 Agosto 2022

Tursi. Concluso il photocontest “Ambasciatore della Rabatana”. Vince la giovane tursitana Ida Guglielmucci Featured

 

Tursi – A dieci giorni dall’evento "Rabatanestate" organizzato dall’associazione culturale Istirce, in collaborazione con altre realtà associative, commerciali e di servizi del territorio e con il patrocinio del Comune di Tursi, si è concluso il photocontest lanciato su Facebook per l’occasione da Rabite Servizi Turistici per decretare il primo “Ambasciatore della Rabatana di Tursi”.

 

La vincitrice è Ida Gulgielmucci, 27enne tursitana laureata in Giurisprudenza all’Università Aldo Moro di Bari. Raggiunta telefonicamente, la neo ambasciatrice che avrà il compito di divulgare e far conoscere il più possibile l’antico borgo arabo-saraceno tursitano, ha dichiarato:

”Essere Ambasciatore della Rabatana è un po’ sentirsi voce della Bellezza! Grazie per aver premiato ciò che per me è stato racchiudere in uno scatto lo splendore autentico del nostro centro storico. E’ mio forte desiderio esprimere il più sentito ringraziamento a tutti quelli che hanno partecipato semplicemente con un “click” a questo successo; il vostro contributo è stato prezioso e indispensabile! Inoltre, desidero ringraziare di cuore gli organizzatori dell’evento in particolar modo l'azienda Rabite, è stata un’occasione nuova per ammirare e fare propri tanti piccoli frammenti del nostro paese. Per me, l’aspetto che ha caratterizzato “diventa ambasciatore della Rabatana” è l’interazione creata tra i soggetti fisicamente presenti all’evento e chi invece, per varie ragioni, è distante da Tursi. Questo, ha consentito di creare valore in modo sinergico, semplice e divertente, amplificando il successo del progetto stesso! Spero di partecipare a nuove attività di promozione del nostro territorio, insieme a tutti quanti sentano il desiderio di condividere ancora la Bellezza e diventarne Ambasciatori!”

L’evento culturale ha registrato circa mille presenze, con un’ottima affluenza di visitatori del comprensorio. Tra piatti tipici, costumi medievali e rappresentazioni, l’esibizione del noto maestro Francesco Cera con il suo Clavicembalo, ha rappresentato il culmine di una serata, per giunta di luna piena, davvero affascinante ambientata in un posto incantato.

In questa cornice, subito dopo la sua magistrale esibizione, Cera non ha esitato a risponde ad alcune domande in maniera cortese e profonda.

Maestro Cera, ci vuole dare qualche suo cenno biografico?

"Sono nato a Bologna in un periodo fertile per la nascita della musica antica come la eseguiamo oggi, cioè con strumenti d'epoca o copie e ispirata alle prassi esecutive originali, almeno per quanto è possibile sapere. A Bologna esiste una delle biblioteche musicali di testi antichi più importanti el mondo, e fin da ragazzo mi sono nutrito di quei testi musicali rari. Inoltre l'inaugurazione del restauro degli organi rinascimentali della basilica di San Petronio e la presenza del maestro Luigi Ferdinando Tagliavini mi influenzarono moltissimo. Ho proseguito poi i miei studi, dopo il diploma al Conservatorio a Bologna, col grande clavicembalista olandese Gustav Leonhardt. Subito dopo sono entrato a far parte di un gruppo di musica barocca di Milano, il Giardino Armonico, che ha dato nuovo impulso all'intepretazione di Vivaldi a livello internazionale. Poi per conto mio ho iniziato un percorso di incisioni discografiche, concerti e insegnamento volto soprattutto alla musica tra fine Cinquecento e l'epoca di Bach, compresa la musica vocale che ho affrontato col mio ensemble Arte Musica."

Dove è nata la sua passione per questo strumento particolare come è il Clavicembalo?

"L'incontro con Gustav Leonhardt, prima ascoltato in concerto e poi incontrato di persona, è stato determinante. Riuscii a studiare con lui e dopo gli studi sono sempre stato in contatto con lui. La musica per clavicembalo, spesso composta dai medesimi autori che componevano per organo, va ad integrare la mia passione per la musica barocca. Organo e clavicembalo per me si integrano a vicenda, anche se sembrano molto diversi come sonorita', ma hanno condiviso un medesimo stile musicale per secoli."

C’è un concerto o una manifestazione alla quale è particolarmente legato?

"Ricordo i tanti concerti fatti a Bruges, per il Festival delle Fiandre, negli anni '90. Sono molto legato anche agli impegni negli Stati Uniti, dove dal 2006 torno regolarmente e contribuisco a far conoscere il repertorio organistico italiano."

Che impressione le ha fatto la Rabatana di Tursi?

"E' un posto veramente eccezionale. Comincio a conoscere bene la Basilicata, negli ultimi anni l'ho visitata spesso, e trovo che la Rabatana sia uno dei luoghi più belli, sia per la conservazione delle bellissime antiche case (magari sono in buona parte ancora da restaurare, ma almeno non sono state mai stravolte da abusi edilizi come altrove) e per il fatto di trovarsi su di uno sperone roccioso solitario contoranto di ulivi, fichi d'india, macchia mediterranea. Non ultimo il panorama a perdita d'occhio veramente stupendo. La pace che si respira poi ..."

Per concludere, se la sentirebbe di proporre qualcosa per migliorarla dall’alto anche dei suoi numerosi viaggi in Italia e all’estero?

"Favorire l'opera di restauro edilizio, ma con il massimo rispetto dei manufatti e dei materiali che si usavano anticamente; niente cemento a vista, e che i coppi antichi siano conservati oppure eventualmente sostituiti da altri in terracotta. Poi una manifestazione come quella dello scorso 20 agosto agosto andrebbe sostenuta in modo da affiancare ai giochi per i più piccoli vari momenti di spicco culturale: musica antica, poesia, pittura, fotografia. Diventerebbe un momento di richiamo per far conoscere questo borgo stupendo. Anche la chiesa contiene diverse opere d'arte assolutamente non comuni."

 

Salvatore Cesareo

 

Read 1502 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 12:43
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