Venerdì, 19 Agosto 2022

Basilicata Coast to Coast: a volte ritornano Featured

A volte ritornano. E pure carichi di meraviglie. Riassunto delle precedenti puntate: trenta ragazzi  di varia provenienza decidono di prendere a quattro mani torce e buona volontà e di riproporre a piedi il cammino di Basilicata Coast to Coast. Treno umano in partenza da Grassano il 31 luglio ed arrivo a Scanzano 8 giorni ed altrettanti chili dopo. Ce l'avranno fatta i nostri eroi? Lo abbiamo chiesto a Michele Incampo, che dell'avventura è stato promotore e anima e che avevamo sentito prima della partenza ().

 

Michele, anzitutto bentornati e... “avete fatto un buon viaggio”?

Ciao Alba, il viaggio è andato benissimo, i chilometri tantissimi ma al quadrato le emozioni e le esperienze che abbiamo vissuto in questa avventura secondo me unica.

Facciamo un bilancio (onesto). Quanto vi è costato il cammino in termini di: scarpe consumate, chili persi, chi me l'ha fatta fare? (e varianti ingiuriose), amori sbocciati?

(Le tue domande sono sempre stupende quanto difficili, grazie!)

Un paio di scarpe comprato e consumato in poco meno di dieci giorni perché in cammino dalle 5 del mattino fino alle 9 della sera. Per le h18:30 giungevamo nei paesi ma la gioia e il sacrificio di essere arrivati a piedi fin lì facevano dimenticare a tutti la fatica.

Durante il cammino l'atmosfera era bellissima: con il passare del tempo i ragazzi da trenta sconosciuti sono diventati una grande famiglia che ha condiviso tutto: caldo, bolle ai piedi, more e pere raccolte per strada fino ai meravigliosi paesaggi lucani e alle tante storie che sui libri non si possono mica imparare; e lasciarsi a Matera (ultima tappa extra, anche se fatta in auto) è stato veramente un colpo al cuore per tutti.

Eravamo in trenta, solo sei grassanesi (lucani) il resto proveniva da tutta la penisola, molti hanno visto la Basilicata per la prima volta, hanno più volte esclamato per strada, dopo i trenta chilometri di cammino, “ma chi me l'ha fatta fare?!”, ma sulla gobba di ogni collina, sul cucuzzolo di tutte le montagne, tra gli sterminati campi con balle di fieno, tutti hanno esclamato: “Basilicata, che bella scoperta!”.

Abbiamo scoperto l'ospitalità dei lucani, abbiamo goduto della frutta fresca che ci è stata offerta per strada. Ci siamo innamorati dei posti, delle storie dei lucani, abbiamo ballato nelle piazze con gli abitanti del posto, sono nati nuovi amori durante il cammino e grandi amicizie che la Basilicata ha fatto incontrare e forse neanche la distanza riuscirà separare.

Cartoline lucane. Dieci ricordi simpatici e istantanee che porterai nella tua mente per ogni paese 'calpestato'.

Sono un ragazzo che adora la sua Regione e ama follemente i suoi paesaggi. Questa domanda è meglio girarla a Sara Ferrarotto, una ragazza toscana, che è qui di fianco a me,e che per la prima volta, grazie a questo viaggio, ha scoperto la Basilicata.

Maratea: la lunga salita panoramica dal mare al paese! Lauria: l'eccezionale accoglienza delle persone, la cena la partecipazione della gente li presente. Castelsaraceno: la simpatia del sindaco e le bevute al bar centrale... scena simpatica quando una vecchietta ha brontolato perché le avevo rubato la "sua" panchina. San Chirico : i suonatori e i balli di gruppo prima durante e dopo la cena. Aliano: bella l'esperienza di dormire in una tensostruttura ed è stato carino andare in pizzeria tutti insieme. Tursi: ancora una volta ci hanno accolto con la musica e purtroppo non ho potuto fare la visita del centro storico del paese sarà stato sicuramente bello come gli altri hanno raccontato. Scanzano : dormire tutti insieme in spiaggia e passare del tempo insieme senza pensare alla fatica del cammino ci ha unito come gruppo ed ha contribuito a conoscerci di più. È stata una bella esperienza. Grassano: l'arrivo è stato veramente gratificante, la soddisfazione di essere arrivati il fondo al cammino non può essere descritta... inevitabili i festeggiamenti finali tutti insieme.

Cosa hai imparato da questa esperienza, o detta diversamente: “Cosa mi sono dimenticato, nello zaino (mannaggialamiseria)?”

Una cosa che sicuramente ho dimenticato è una memory in più per la fotocamera. Arrivati a Tursi, una delle ultime tappe avevo la memoria della fotocamera piena, avrei voluto catturare tutti i momenti, registrare tutte le storie di vita che abbiamo ascoltato in questo viaggio.

Come si fa per Natale, vi sarete lasciati con una lista di buoni propositi, giusto? Alcuni esempi? Quanti ne rispetterete (onesto!)?

Noi organizzatori siamo più che soddisfatti di quello che il BCTC ha rappresentato. In ogni paese non c'è stato un lucano che non si sia avvicinato, tutti ci hanno offerto aiuto o anche un semplice bicchiere d'acqua. Molti ci hanno ospitato nelle loro case durante il cammino, aprendoci le loro porte, offrendoci tè fresco e caffè freddo.

Forse la traversata che abbiamo portato a termine con successo o come qualcuno l'ha definito, “pellegrinaggio laico”, potrà rappresentare veramente un cammino abituale, ogni anno, perché è inutile andare in giro per il mondo quando possiamo offrire noi stessi delle cose mondiali. Trasformare il BCTC in un appuntamento annuale e far conoscere a tutti i piccoli borghi che abbiamo visitato è uno dei sogni nel cassetto che vogliamo tirar fuori.

Personalmente per il prossimo anno mi piacerebbe girare quella parte di Basilicata che il BCTC non ha toccato ma che è altrettanto bella: Venosa, Melfi, Pietrapertosa, Castelmezzano e tutta quella parte di Basilicata che merita di esser visitata. La ciliegina su una torta già squisita sarebbe rifarlo con quei trenta ragazzi che ad agosto, con uno zaino in spalla e la curiosità fatta a persona, hanno affrontato salite, discese, calanchi e pianure,

E infine, meglio una Maratea oggi o una Metaponto domani (prima di rispondere ricorda a quale testata stai rispondendo!).

Maratea è la realtà turistica più sviluppata che il BCTC ha visitato. Fare un confronto tra Maratea e Metaponto non mi sembra giusto, anche perché sono due bellezze con due storie totalmente differenti. La prima ha delle potenzialità, la seconda altre. Sta a noi lucani cercare di valorizzare il più possibile tutto quello che di bello abbiamo sia a Metaponto che a Maratea.

Che domanda avresti voluto ti facessi (e non ti ho fatto)?

Se le ore di sonno sono state sufficienti. Dico di no perché andavamo a letto poco dopo l'una di notte per svegliarci alle quattro e trenta. Ci siamo goduti la Basilicata 24 ore al giorno per otto giorni nel vero senso della parola.

Forse tutto quello che abbiamo visto e imparato si sintetizza con un Ape Car, “un trerrote”: “Avanza, sballonzola, sbuffa. Fa pena, fa simpatia, fa ridere. Meticcio e inadeguato: manubrio e meccanica da motorino; telaio obeso, sgraziato, eccessivo. Grosso ma incompiuto, incongruo, asimmetrico. Tre ruote: troppo o troppo poco, vorrei ma non posso, potrei ma non oso.

Eppure cammina. Coi suoi tempi, per carità, non dategli fretta, ma cammina. E arriva sempre”. 

 

 

Alba Gallo

Read 1911 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 11:51
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