Giovedì, 19 Maggio 2022

La morte quotidiana Featured

 

Negli Stati Uniti avere una pistola o anche un fucile a pompa e persino un mitragliatore in casa non è cosa da cultori delle armi, ex-soldati o psicopatici seriali: anche il ragioniere che lavora in banca, la casalinga più o meno disperata, l’adorabile vecchia signora che ti porta i biscotti a Natale possono nascondere in casa una Glock o aggeggini del genere.

E’ nella cultura americana l’idea che potersi difendere è un diritto costituzionale e nessuno glielo può togliere: d’altronde dobbiamo capire che nel vecchio West, quello dei cowboy che masticavano tabacco e pasteggiavano a fagioli e whiskey, si era spesso soli in praterie sterminate in cui, magari, ti poteva capitare di essere scalpato da una tribù di Shoshones o Apaches e di essere aggredito da predoni di poche parole e brutto carattere.

Questa è la ragione per cui, numeri alla mano, i soli morti per aggressione a mano armata sono stati in America poco meno di un milione e quattrocentomila persone nel periodo compreso tra il 1968 ed il 2011: più di tutti i morti americani in guerra dalla Rivoluzione alla guerra in Iraq.

Qualcuno, di recente (il sondaggio è del 2 agosto scorso), ha cominciato a dubitare del diritto di armarsi senza grandi problemi ed il 52% degli elettori repubblicani, il 31% di quelli democratici e ben il 77% degli indipendenti crede ormai che si debba legiferare in direzione di una restrizione dell’armamento libero.

Temo che, però, nelle more dell’attività parlamentare, troppe altre volte dovremo ascoltare ai notiziari di gente, più o meno strana, che, pistola o fucile alla mano, va per strade, scuole, cinema ad ammazzare innocenti.

RAFFAELE PINTO

Read 1328 times Last modified on Sabato, 23 Luglio 2016 00:42
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