Giovedì, 07 Luglio 2022

Blocco edificio scuola Scanzano. Stigliano: 'rischio paralisi lavori con ritardo di 7 anni' Featured

E’ un vero e proprio appello al Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, quello che ieri mattina Vincenzo Stigliano, Presidente della Società Cooperativa “Bollita”, ha voluto lanciare dalla sede della Società nel corso di una conferenza stampa.

“Ho voluto far sentire la mia voce dalla nostra sede, non da una sede istituzionale o associativa, per dare un segnale dal basso – ha spiegato – e cioè per dare la dimensione concreta del problema e delle sofferenze che si trovano a vivere tanto le imprese quanto i cittadini, a causa dei ritardi di pagamento della Regione sulle opere pubbliche”.

Parte da un caso particolare, Stigliano, ma vuole aprire uno squarcio su un problema più ampio: il grave slittamento di tempi che tante infrastrutture, già appaltate e in molti casi già avviate, saranno costrette a subire per i ritardi dei pagamenti legati al Patto di Stabilità. La Regione finanzia, i Comuni bandiscono e avviano i lavori: ma poi, quando si tratta di coprire le Stato di Avanzamento dei Lavori, i vincoli economici bloccano tutto.

Il caso particolare è quello della nuova Scuola Elementare di Scanzano Jonico, attualmente in costruzione. La situazione rischia di diventare drammatica: “Se si dovesse procedere con i ritmi di pagamento della Regione, ente finanziatore dell’opera per due terzi, per il completamento dell’opera potrebbero non bastare sette o otto anni, con conseguente aumento dei prezzi per il Comune”.

I lavori sono stati avviati lo scorso dicembre 2013 ma già nel luglio 2014 si sono dovuti fermare. Adesso potrebbe esserci un nuovo stop. Il perché è presto detto dai numeri: “la Soc. Coop. Bollita, pur avendo eseguito lavori per somme pari a circa 600.000 mila euro, ad oggi ha ricevuto pagamenti per soli 180.000 euro”. Il Comune, in due diversi atti, ne ha richiesti complessivamente alla Regione 1.016.000 euro. Da Potenza ne sono arrivati, ad oggi, appena 315 mila. Davvero troppo pochi.

Non è un problema minore, anche per la natura e l’urgenza dell’opera. La costruzione di una nuova scuola, infatti, si era resa necessaria nel 2008, quando venne sgomberato il vecchio edificio scolastico di largo dell’Aia a per le condizioni di grave vulnerabilità sismica: le strutture presentavano valori di resistenza del calcestruzzo (Rck) molto inferiori a quelli prescritti dalle norme di legge e risultanti dai dati progettuali.

Allo scopo veniva presentato alla Regione  Basilicata, da parte del Comune di Scanzano, uno studio di fattibilità per la realizzazione di un nuovo edificio. La proposta veniva accolta dalla Giunta Regionale che approvava l’opera con due finanziamenti per un ammontare di 2.100.000; la restante somma, per complessivi 1.265,945 euro, era garantita dal Comune di Scanzano con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti (costo complessivo dell’opera: 3.800.000 euro circa). Una struttura modernissima, quella in costruzione, con tante strutture per attività integrative e la novità degli isolatori sismici.

I lavori sarebbero dovuti finire in 550 giorni e intanto i bambini venivano sistemati in modo provvisorio e non idoneo: una parte delle classi è ospitata all’interno delle Scuole Medie, un’altra parte, addirittura, ha dovuto trovare alloggio negli edifici del Municipio Comunale: aule non propriamente scolastiche (per usare un eufemismo) oltre che prive di palestre e aule per attività laboratoriali. Sembrava una situazione temporanea, rischia di rimanerlo ancora per lungo tempo. “Con questi ritmi – dice Stigliano, calcolatrice alla mano – si rischia di rimanere al palo per non meno di sette anni”.

“Se la Regione – ha concluso Stigliano  - non si impegna a pagare tutto il dovuto per il 2014 e non comincia a regolarizzare il 2015, questa situazione non potrà essere evitata. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha detto pubblicamente che preferisce costruire una scuola anziché rimanere bloccato sul Patto di Stabilità. Ebbene, anche le istituzioni locali provino ad agire di conseguenza, si creino dei canali di priorità per opere di particolare urgenza come questa”.

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