Venerdì, 19 Agosto 2022

Storie di farina: pettole, Bernalda e Santa Lucia

Con l'acciuga o senza, intinta nel miele o nello zucchero, più o meno dorata o che sia tarantina, materana o bernaldese, sono discorsi del pre partita, dei puristi dell'alimentazione, degli esteti del cibo. C'è che poi, quando per strada avverti il ribollir dell'olio, prima che dei tini, conta accaparrarsi un posto in pole position per assaggiarla calda, scalzando a gomitate l'avventore di turno, ignari della teoria, dei discorsi di cui sopra.

Perché la pettola, coriacea dal cuore d'oro, ha un suo perché solo se la lingua te la fa scottare, se capelli, vestiti e bocca sanno d'olio fritto, se le mani perdono la battaglia con il sapone. Per un'esperienza corporea e sensoriale, per quella che è la risposta made in Sud al Mc Donalds, lo street food che fa le scarpe alla multinazionale. È l'economia spiegata alla Merkel, quella che racconta di come 1 euro per 4 pettole, faccia altrettanti sorrisi.

La pettola, uno degli omaggi di Bernalda a Santa Lucia, tra mercatini, bambini, centro storico e luci gialle. Un tripudio di cappelli e cappotti, musica e vino novello.

È capire che 40 litri di olio e dieci pazienti donne per 1 quinitale di pasta lievitata fanno la gioia al cubo di un paese che pregusta il Natale e le sue tradizioni.

È il dono, in carati di farina, che Amministrazione e Pro Loco scaldano e offrono in pepite ai concittadini bernaldesi.

Alba Gallo

Read 2815 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 11:35
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