Sabato, 13 Agosto 2022

Sale: iodato, marino o… in zucca

Bandito da ogni dieta, osteggiato da ogni donna, stretto alleato di quell’inestetismo, di quel male supremo secondo solo alle doppie punte, chiamato “cellulite”. Parliamo del sale: che sia marino, iodato, speziato, di certo sono chiari due concetti: ci si sala l’acqua o ci si fa un bagno profumato, ma l’essenziale è che non si confondano, quantomeno per evitare che i rigatoni sappiano di lavanda.

 

Del sale si sa poco. Lo si emargina in cucina, nascosto com’è tra mestolame e zucchero. A volte protagonista della cronaca, a volte di incidenti domestici (vedi caffè con aggiunta di sale per identico contenitore), altre volte dei vituperi di Luciano Onder su Medicina 33.

Ma il sale, sebbene bandito da Ippocrate e compagnia cantante, diventa sinonimo di intelligenza in fatto di lingua (italiana), paladina ed unica peroratrice di una causa apparentemente persa. Ecco che si rivede l’aura negativa del sale, che risulta prezioso se presente in zucca (quando si dice “avere sale in zucca”), #nonsoloortaggio; ancora, se ne si possiede almeno un grano, si rasenta la saggezza.

Se, poi, il sale batte moneta, diventa “salario”. Sì perché - in tempi non sospetti - il 27 del mese, se ti andava bene, portavi a casa 1 kg di sale e tua moglie era anche felice. Stessi tempi in cui l’era del petrolio era ancora un miraggio, il frigo non esisteva e si conservava tutto, appunto, “sotto sale”.

Insomma: lingua, mare, soldi, tutto in un unico concetto. E se proprio tutte queste immagini ancora non fossero sufficienti a riabilitare il demone della cellulite, se proprio non lo aveste esaurito tutto, almeno eviterete di rimanerci.. “di sale” !

Alba Gallo - LUCANIADAMANGIARE

Read 2585 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 11:35
Rate this item
(0 votes)