Giovedì, 07 Luglio 2022

Di formaggi, marmellate e finger food. Featured

Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere. Anno 2014. Il contadino non solo ne è venuto a conoscenza dal web, ma glielo hanno rivelato le 2457 trasmissioni nella fascia antimeridiana e le altrettante in differita sui canali satellitari. E se poi malauguratamente se le fosse perse, gli si sarebbero aperte le porte del web, con le sue 5789 pagine dedicate.

E così, il suddetto agricoltore, scoprirà non solo che ormai il formaggio non è più il contorno standard della parca mensa del proletario tipo, ma che lo stesso è stato nel frattempo deificato ed assunto in Cielo, nell’Olimpo dei cibi fighi.

 

E quindi te lo ritrovi porzionato, suddiviso in frazioni millesimali collocate in un piatto dal diametro pari all’Equatore, con accanto un cucchiaino di marmellata di pera del Brasile. E fa figo. Roba che non lo avresti mai definito “derivato del latte” per non offenderlo o turbare l’equilibrio dei suoi fermenti lattici. Ed a noi, derivati dell’Australopiteco, ora questo tocca in sorte (sempre dopo la De Filippi!).

Allacciate i grembiuli di sicurezza. Per capire il concetto di “chic” in cucina, occorre passare per la novelle cousine. Preparatevi, pertanto, a: 1. centellinare le dosi, sentendovi anoressici per un giorno; 2.far entrare in cucina ciò che normalmente trovereste nel bagno, ad esempio, creando una sinfonia di “Mastro Lindo” e Creme Brulee.

Preparatevi a degustare i “finger food”, quelli che sommano la carne ed il pesce in una porzione di centimetro cubico, capitato quasi per sbaglio nel piatto. Ed accostatevi ad esso badando bene anche a selezionare i verbi per descrivere la vostra esperienza sensoriale: giammai si dica “mangiare”! Si oscilli tra il “degustare” e l’”assaporare”. E avrete imparato che con l’uso dell’inglese, vi fanno tornare a casa digiuni e affamati.

Alba Gallo

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