Giovedì, 08 Dicembre 2022

Da Braccio di Ferro a Massimo Decimo Meridio. Elogio della verdura.

Al grido di “la carne fa sangue”, così si nutriva la società l’Italia degli anni Sessanta, imponendo il suo dictat per spronare l’italica e virile gioventù ad irrobustirsi, rinvigorirsi, alla sola visione di una rossa fiorentina. Salvo poi un dietrofront, netto quanto il percorso evolutivo della specie (combinato alle mode salutiste che non mancano mai), che fa si che dall’oggi al domani cambino le regole del gioco.

 

Accade così che domani ti alzi ed il concetto di “maligno” si trasferisca dalla cioccolata (che caria i denti) alla carne bovina, eleggendola a capro espiatorio, sebbene con gli ovini, le simpatiche podoliche non siano neppure parenti. E può alle volte succedere che, stando così le cose, il settore “culturismo” di ogni palestra che si rispetti, deponga la bresaola a favore dell’insalata. Vi sarà certamente capitato di assistere al pasto del sollevatore di pesi medio, momento cult e assolutamente imperdibile: noterete la frequenza degli spuntini, che quasi entra in competizione con le poppate dei neonati, con la sola differenza che questi ultimi i muscoli ancora non hanno capito cosa siano. Tornando al pasto sviluppa bicipiti, si potrà registrare – ancora - l’alternarsi di beveroni iperproteici ad assunzione - in orari non sospetti - di panini, con tanto di bresaola e ondeggiante rucola, anche in location anomale come la riva del mare, in estate. E fin qui parrà tutto normale.

Ma, come il contadino deve rimanere nell’ignoranza più assoluta sulla bontà di formaggio e pere, al culturista si taccia che Braccio Di Ferro mangiasse solo spinaci e – ricordiamocene - malgrado ciò, facesse fuori quell’incrocio tra uomo e bestia del suo rivale in amore (che trasudava lardo persino dai lobi delle orecchie), alias “Bruto” (un nome, una garanzia). Certo, parliamo di cartoni animati, ancorati al ramo della fantasia. E così potremmo metterci a posto la coscienza.

E se vi dicessero che anche i gladiatori erano vegetariani? Ecco, prendete Massimo Decio Meridio e provate ad immaginarlo nutrirsi su una biga, un giorno come un altro, di insalatona; lui che i femori dei leoni li usava come stuzzicadenti! E… no, non era gay. Però si nutriva comunque di vegetali, alternati a zuppe del casale ante litteram, ricchissime di orzo e beveva energy drink a base di, acqua, aceto e cenere di legno, per un retrogusto più affumicato. Ed ora andatelo a raccontare a chi dice di mettervi le ali.

Alba Gallo (lucaniadamangiare)

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