Sabato, 13 Agosto 2022

Il castagnaccio per l'Estate di San Martino Featured

Estate: castagne, fuoco, legna, mosto. Estate: camino, ribbollir dei tini, aspro odor di vini. Estate, quella di San Martino, l’11 novembre di ogni anno, quella che con le creme solari parrebbe aver ben poco a che vedere e che di ombrelloni e sdraio non vuol sentir parlare. Sebbene gli scompensi climatici ci abbiano abituati a simpatici scherzetti quali il cappotto ad agosto ed il bikini ad ottobre, quel che accade a novembre potrebbe far storcere il naso ai benpensanti, ai puristi dell’inverno, a quelli che il cambio di stagione lo hanno già fatto e che hanno le idee chiaro sull’associazione gradi Celsius/stagioni.

 

Accade così che mentre Salerno inaugura le illuminazioni natalizie, a Bernalda, come a Genova, come a Bologna, è estate, l’Estate di San Martino. Per sapere di cosa si tratti, occorre scavare nella leggenda, quella che vuole che il vescovo Martino da Tours, scorgendo un mendicante seminudo patire il freddo, gli donò metà del suo mantello.  Il cielo si schiarì e il clima si fece più mite, narrano le cronache.

Che poi Martino sia stato un’esimia personalità nel panorama della Chiesa Cattolica, che abbia fondato il monachesimo di stampo occidentale, se ne affidi il dibattito agli storici. C’è che tra rossastre nubi, ribollir dei tini e anime a rallegrar, lo spiedo - di fatto -gira sui ceppi accesi e scoppiettii di castagne e goliardici canti archiviano, per l’ennesima volta, una festa, la festa, che rivanga per 24 ore quel che era l’estate e apre il sipario a quelli che saranno i sapori dell’inverno.

Ricetta sul sito lucaniadamangiare

 

ALBA GALLO (foto2)

Read 1576 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 11:29
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