Martedì, 05 Luglio 2022

Frittata, la ricetta del risparmio Featured

“Il pane e frittata di mia madre non si batte. Se al pezzo di pane e frittata ci levi mia madre, rimane un banale panino con la frittata, ma se a mia madre levi il pezzo di pane e frittata, resta..mia madre..”. Breve, concisa, ballabile, jazzata: ecco presentata allo spettatore, tanto di Canincattì quanto di Bressanone, la tavola periodica dell’orgoglio lucano. Poche e semplici pennellate, quelle di cui si serve Papaleo in “Basilicata coast to coast”, impregnate d’olio, sì, quello d’oliva, magari, il cui solo suono riporta alle nostre radici. È nostro, è propriamente meridionale, terrone, è un orgoglio che si fregia del riconoscimento di “origine protetta”.

 

Lo stesso orgoglio che impone di salvaguardare la frittata, di pensare al pane e pomodoro (ammesso anche nella variante “frisella”), alla “ciambotta”, a concetti che non si possono spiegare! Non puoi parlarne, sfogliando il dizionario, non con una tavola illustrata.

Non puoi spiegare quel che è la Lucania gastronomica. Non puoi se non invitando, per l’appunto, a tavola, il convitato anche della regione accanto. Sono concetti non esportabili, così come farsi spiegare da un emiliano cosa sia lo “gnocco fritto”. Già l’idea della nostra calda e fragrante “pettola”, valicando il confine della provincia di Matera, non trova immediata comprensione.

E se ci pensiamo quanto ci vuole a star bene a tavola? Buona compagnia e pochi e semplici ingredienti: farina, acqua, sale e… spremuta di olive. Ed ecco serviti pane o pizza. 1 euro pro capite di gusto e genuinità. Frittata, invece, vuol dire 4 uova frullate, sale e prezzemolo e con 0.80 euro ecco nutrita una famiglia media. E passa la paura. Le ricette del risparmio, insomma.

Alba Gallo è l' ideatrice del portale "Lucania da Mangiare".

ALBA GALLO

Read 1587 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 11:29
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