Giovedì, 19 Maggio 2022

Zaza. Il padre smentisce Latronico. ''Non conosciamo Benedetto''.

«Non sappiamo chi sia Benedetto, nè tantomeno conosciamo il senatore Latronico. Sappiamo che qualsiasi cosa si muova attorno al nome di Simone, in questi giorni, può fare notizia, ma di qui a raccomandarsi attraverso persone che oltretutto non conosciamo per giocare nel Milan, ce ne passa. Quindi smentisco categoricamente quello che è apparso sui giornali in questi giorni», questa la smentita di Antonio Zaza, padre di Simone, contenuta in una dichiarazione riportata dal Quotidiano del Sud.

Di seguito il commento di Vincenzo Maida.

Quella di Simone Zaza è una vicenda emblematica della vita pubblica nostrana. La notizia della richiesta di intercessione a politici locali per approdare alla corte del Milan ci ha fatto trasalire, non tanto per l’atto in se, ad un giovane di 23 anni può anche capitare un momento di debolezza, ma soprattutto per il fatto che qualcuno avesse avvertito l’esigenza di renderla pubblica. Non c’era infatti nessuna ragione per farlo e con un minimo di buon senso si poteva capire che il talento metapontino del pallone ne avrebbe ricevuto sono un danno, dal momento che sono noti i suoi legami con il club della Juventus e la rivalità anche della sua tifoseria con quella milanista.

La notizia è anche sul sito tuttojuve.com  e sicuramente ai seguaci dei bianconeri non ha fatto piacere e siamo sempre più convinti che qualche politico poteva fare a meno di rilasciare certe dichiarazioni ed ora sarebbe il caso almeno di smentirle. Sul sito juventino leggiamo che. “Zaza, attaccante classe 1991 del Sassuolo e della nostra nazionale, "controllato" dalla Juventus, non sarebbe interessato ad un futuro in bianconero, ma avrebbe invece intenzione di proseguire la propria carriera nel Milan. Questo, almeno, secondo Cosimo Latronico, deputato lucano di Forza Italia, che, intervistato da "La Repubblica", ha dichiarato: "A segnalarmi la vicenda è stato il consigliere regionale di Centro Democratico, Nicola Benedetto, che è originario di Bernalda, la città dove Zaza ha dato i primi calci al pallone. Mi ha pregato ripetutamente di intercedere: 'Simone non ci dorme la notte per giocare nel Milan, tu che conosci Berlusconi non puoi fare qualcosa?.”

L’unica spiegazione plausibile è che qualcuno, dall’io ipertrofico, abbia cercato di incollarsi alla notorietà di Zaza per usufruire di un po’ di luce riflessa ed uscire dal cono d’ombra dei media nazionali. La smentita del padre di Simone, Antonio, ed anche la sottile ironia con la quale ha dichiarato di nemmeno conoscere  alcuni dei protagonisti dell’infelice sortita,  è stata un sollievo per tutti gli sportivi che sono orgogliosi dei talenti lucani, ad iniziare da Zaza, ne seguono le gesta e sono certi che i loro risultati sono il frutto dell’impegno, dei sacrifici, del carattere, dell’ingegno, in una parola del merito e non dell’intercessione di chi pensa che si possa trasferire nello sport il modus operanti dei tortuosi percorsi con le quali si costruiscono le carriere politiche e che spesso sono disseminati di sostegni, segnalazioni, cordate, candidature per grazia ricevuta.

Nello sport non c’è raccomandazione e sostegno che tenga: se non ti alleni, se non fai sacrifici, se non dimostri di valere sul campo, rimani prima in panchina e poi finisci in tribuna. E comunque la logica con la quale si allestisce una squadra di calcio è di carattere competitivo. La vicenda è anche profondamente diseducativa per i tanti giovani e giovanissimi che praticano uno sport o si avvicinano al suo mondo. Da sempre personaggi politici, soprattutto in passato, si sono impegnati nel mondo del calcio anche da noi. Ricordiamo il sen. Franco Salerno della DC, la cui presidenza del Matera fu memorabile con l’approdo alla serie B o Nino Michetti a Pisticci, presidente della giunta regionale e in qualche modo talent scout per l’approdo nel mondo professionistico degli allenatori di Luigi De Canio. I due politici si erano però impegnati direttamente ed erano animati da autentica passione sportiva.

Siamo certi che anche loro ricevessero segnalazioni e pressioni, ma se ottennero risultati lusinghieri, tant’è che si avvertì l’esigenza di dedicargli il nome degli stadi, rispettivamente quello di Matera e  q         uello di Pisticci, fu perché fecero sempre prevalere il merito. Siamo certi che Simone Zaza avrà il successo e le soddisfazioni che merita e sarà sempre di più uno degli orgogli lucani e dovrà tutto ed unicamente alle sue qualità.

 

Vincenzo Maida

Centro Studi Jonico DRUS

Read 4166 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 11:29
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