Giovedì, 26 Maggio 2022

La solitudine del punto e virgola...

Punto o virgola, questo è il problema: se sia più nobile d’animo un segno d’interpunzione forte, fermo e deciso, o uno debole, volatile e volubile. Chiudere, sospendere, nulla di più, e con una lunga pausa dirci che poniamo fine ad un’azione ed a un periodo di senso compiuto, è soluzione da accogliere a pagine giunte. Chiudere, sospendere, riprendere forse: ma qui è l’ostacolo…»

[Fissa intensamente il manuale di grammatica che impugna quasi per scorgervi un responso. Calca il palco a grandi passi, ora rapido e fiducioso, ora lento e svogliato. S’interroga stringendosi le meningi e sfiorandosi il mento].

«…quali dubbi possono assalirci in quella sospensione della frase quando siamo già alla fine, ci trattiene: è la pausa questa che di tanto prolunga il periodo ai nostri dilemmi. Chi vorrebbe, se no, sopportar i fiumi e gli oceani di parole, le voci dell’elenco, il contrasto delle coordinate, la complessità della sintassi, gli indugi del punto, la brevità della virgola, i segni blu che l’incerto studente riceve della matita superba, quando un punto e virgola potrebbe saldare il suo testo come un’ancora di salvezza?»

[Fieramente si rivolge al pubblico: si mostra in tutta la sua goffa bipolarità facendone vanto. Il suo sguardo sembra urlargli in faccia quanto preziosa sia la sua deforme diversità. Ma incerto è il suo sorriso: spalanca il pesante volume dispensatore di regole e consigli e ne legge distrattamente qualche riga. Occhiate incerte lo feriscono come dardi infuocati che assediano l’oscura fortezza del suo ermetico monologo].

«Punto o virgola: al diavolo il canovaccio, ve lo dico io cos’è che faccio!»

[Distrugge il copione in mille coriandoli e li getta in aria].

« Ma prima lasciatemi dire che siete stati voi a farmi impazzire: dite la verità, suvvia, non sapete chi io sia. Mi avete dimenticato, povero me, sciagurato! Tutto solo per giorni interi, ho vissuto anni neri. Nessuno mi usa più, mi schivate quanto Belzebù».

[Scoppia in lacrime, si strappa la virgola, tira un calcio al punto e si disgrega].

«Tornate qui, pezzi miei, per carità degli dei! Basta con questa drammaticità, ci vuole un po’ di dignità. Sarò pure bipolare, ma il mio mestiere lo so fare».

[Si ricompone, s’asciuga le lacrime e afferra la grammatica. Gira le pagine al capitolo dedicato al punto e virgola, inforca le lenti e consulta il primo paragrafo].

«Di usi ne ho almeno quattro, ve li spiego in un atto. Non è difficile vi assicuro, con questi aiuti capirete di sicuro. Tanto per cominciare, un salto logico vado a segnalare: potrebbe essere, per esempio, che in una frase cambi il soggetto; può anche capitare che un concetto si voglia esplicitare (in questo caso potrei servirvi prima di “infatti, comunque o quindi”); infine, spesso io vo dove di virgole ce ne sono un bel po’. In effetti mi vado a infilare dove tante son le cose da elencare, dove c’è un confine da marcare o un contrasto da evidenziare».

[Soddisfatto, quasi si commuove].

«Sono utile davvero e nemmeno lo sapevo. Quando il sipario calerà la mia solitudine finirà. Punto e virgola, questa è la soluzione, non certo una maledizione!»

[Sipario].

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