Giovedì, 26 Maggio 2022

A Colobraro un ''Sogno'' che affascina. Il 29 agosto ultima serata di spettacoli

Quella di quest’anno è stata la quarta edizione di “Sogno di una Notte A…. Quel Paese” ed ha ottenuto, come in passato, un grande successo di pubblico e di critica. L’evento ideato dall’Amministrazione Comunale è divenuto un piccolo appuntamento “cult” dell’Area Materana.

Le otto serate di agosto già tenutesi ogni martedì e venerdì (ben 45 repliche del percorso teatrale itinerante, in media 5-6 per sera) hanno fatto registrare a Colobraro oltre 10 mila presenze. E chi non lo ha fatto potrà ancora rimediare partecipando all’ultima serata che si terrà venerdì 29 agosto.

Il segreto del successo sembra essere riposto nella semplicità e nella familiarità, uniti a professionalità e organizzazione, con sui si è pianificato l’Evento. Infatti, l’attento e curioso visitatore, si è sentito ben accolto in uno dei piccoli comuni più belli e affascinanti della Regione dove impeccabile era la segnaletica installata per giungere a Colobraro e sino al punto accoglienza dell’Evento; efficiente il servizio di Polizia Locale e di Protezione Civile nell’accogliere le tante auto giunte nelle otto serate e nel farle sistemare nei tanti parcheggi predisposti in Paese; solerte il servizio navetta posto in essere per prelevare i visitatori dai parcheggi ed accompagnarli al punto accoglienza; accoglienti, appunto, le volontarie e le dipendenti comunali che si adoperavano a registrare i visitatori ed a fornire loro le indicazioni su come si svolgeva il percorso itinerante.

Il “percorso” viene introdotto con l’invitare i visitatori - qualora lo volessero - a munirsi dell’amuleto o "cincjokk", un antimalocchio,  secondo la tradizione popolare e gli studi antropologici, e/o un portafortuna che accompagna il visitatore nel suo ingresso nel centro storico, ove incontrerà monachicchi, fattucchiere e masciare. L’amuleto è stato confezionato con materiali semplici: stoffa cucita - appunto abitino - chiusa con una spilla simbolo di legatura e un cordoncino rosso passione, contenente tre pietre di sale grosso per scacciare il malocchio, tre aghi di rosmarino contro gli spiriti maligni, tre chicchi di grano, simbolo di fertilità e abbondanza, per favorire l'amore e la bellezza, e fiori di lavanda, simbolo  di virtù e serenità).

Dopo il visitatore ha la possibilità di visitare il Palazzo delle Esposizioni. Si possono apprezzare alcune mostre, “Con gli occhi della Memoria”, che raccontano antropologicamente il percorso teatralizzato; le foto di Pinna attestanti la venuta di Ernesto De martino in Lucania e a Colobraro (le foto sui riti funebri, le fattucchiere di Colobraro ed i riti magici); il Museo della Civiltà Contadina, l’Abitazione Contadina. L’esposizione intende rappresentare la Lucania dalla fine dell’800 e sino agli anni ‘50, quella che senza appello De Martino definisce “arretrate culturalmente e psicologicamente”.

Completato il percorso museale, una guida accompagna i visitatori nel vicino centro storico ove ha inizio l’esilarante percorso teatrale itinerante, sapientemente scritto e diretto da Giuseppe Ranoia, che si dipana tra accoglienti guide, dispettosi monachicchi, severe fattucchiere, disponibili masciare che tolgono gli affascini, simpatici lupi mannari, banditori, donne paesane semplici e sagge, buontemponi di paese con mogli brutte ed acide, morti che parlano, santi che fanno resuscitare i morti e Galileo Galilei che chiosa sulla ragione; il tutto per spiegare, ironizzando e divertendo, i motivi di un’ingiusta nomea e razionalizzare le presupposte sventure della vita dovute a presunti motivi oscuri.

La serata si conclude in arena ove si svolge un percorso enogastronomico di prodotti tipici locali, accompagnato da musica popolare dal vivo, canti e balli ad opera delle brave pizzicarelle e dei monachicchi.

Tutto ciò risulta molto gradito ai tanti visitatori e ha consentito all’Amministrazione comunale di far conoscere  un tipico paese Lucano e le sue vere magie: i panorami, le bellezze architettoniche e culturali, le bontà enogastronomiche e, soprattutto, l’accoglienza delle genti lucane.

Ma, la cosa più bella del ripetersi di questo “SOGNO” è che ogni sera si va a dormire con gli occhi increduli dei volti delle tante genti venute a Colobraro e del rinnovarsi di un miracolo, creato con grande intuito, sapiente programmazione e tanto lavoro da parte di tanti colobraresi, orgogliosi semplicemente di essere ripagati a fine serata con un applauso, un grazie o un qualsivoglia complimento personale o per il proprio Paese! Per chi volesse partecipare al SOGNO di Colobraro, resta l’ultimo appuntamento per venerdì 29 agosto con i classici 5 spettacoli dalle 19 alle 23, uno ogni ora!

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