Giovedì, 19 Maggio 2022

Libri in spiaggia: usi, costumi e...istruzioni per l’uso

Ventisei agosto. È tardi. Succede sempre così: quando a separarci dal suono della campanella del primo giorno di scuola non ci sono che pochi sospiri appesi a qualche ricordo sfocato, ecco che mi rendo conto che non è più tempo di consigli da bagnasciuga, considerazioni su tipi da spiaggia e di tutte quelle idee che odorano d’estate. Ma, chi mi conosce lo sa, io e la testardaggine siamo come Telma e Louise e Noi, oggi, abbiamo deciso di gettarci su “Gli usi e costumi del libro in spiaggia”. Perché? Per trattenere le vacanze con noi ancora un po’, perché quando finisce la statìa, il tempo per leggere si porta via… Perciò per questi ultimi giorni di mare ho caricato lo zaino non di creme e cianfrusaglie varie, bensì di libri. Non ho bisogno d’altro e i motivi/vantaggi sono presto detti:

1) “Il tempo di leggere, come il tempo di amare, dilata il tempo per vivere”. Scomodo Pennac tanto per cominciare e lo stravolgo un po’ (non è il tipo che se la prende, ne sono certa), quanto basta perché “dilati” il mio tempo per scrivere: se il tempo che si dedica alla lettura fa da appendice al tempo che trascorriamo sulla Terra e se il libro lo portiamo sotto l’ombrellone, allora allunghiamo l’estate, giusto? Ovvio, non banale ma sillogistico.

2) Troppo astratto? Beh, ci sono anche delle ragioni pratiche per cui è consigliato leggere al mare. Da chi? Dagli economisti, dai nutrizionisti e dai dermatologi (in generale saranno sempre e solo i politicanti a sconsigliare la lettura, ma questa è un’altra storia, un racconto per la prossima stagione): in spiaggia il libro funziona meglio degli occhiali da sole (rispetto ai quali è fino a cento volte più economico) e della crema solare. Il libro, infatti, protegge gli occhi e la pelle del viso dai raggi UV: basta trovare la giusta inclinazione. Da non sottovalutare, inoltre, che i modelli e i colori degli occhiali passano in fretta di moda, i formati dei libri no. E, diciamolo pure, meglio una faccia completamente bianca rispetto ad una con l’abbronzatura simil-panda.

3) Il vostro dermatologo di fiducia vi ha sicuramente raccomandato di non restare esposti al sole per troppo tempo nella stessa posizione ed ecco allora che un bel romanzo può sostituire l’orologio (anche questo rovina l’abbronzatura se lo si tiene al polso … o potrebbe sciogliersi al sole come la “Persistenza della memoria” di Dalì): al termine di ogni capitolo – deeeon! – risuona il gong immaginario che annuncia la fine del round. Tocca girarsi come una cotoletta, proprio come la pagina nuova. Di fronte, di spalle e grazie al libro vi ricorderete di porgere al sole anche i fianchi evitando lo sgradevole effetto fronte/retro. Sì, perché quando si legge sono infinite le varianti posizionali che si possono assumere, non ve l’ha mai detto il personal trainer?

4) Un buon libro supplisce discretamente ad un pasto completo, poiché una bella storia rigenera e rinvigorisce. Per di più la lettura garantisce calorie e tempi di assimilazione zero. In altre parole, non appesantisce e permette di immergersi in acqua in qualsiasi momento senza spiacevoli o pericolose conseguenze. Stomaco e mente vi ringrazieranno se sceglierete una copertina appetitosa, una trama tutta da spolpare e uno stile leggero che faciliti la digestione.

5) L’estate è il periodo che associamo inevitabilmente alle vacanze e dunque alla spensieratezza. È il momento in cui abbassiamo la guardia e persino le difese immunitarie, concediamo le ferie al cervello e ci lasciamo andare a vizi e sfizi che per il resto dell’anno giacciono in letargo in una mente troppo presa ad elaborare “cose serie” grigie come l’autunno. D’estate, perciò, non c’è nulla di male a dedicare una sfogliata a quei libri “leggeri” e disimpegnati che creano aspettative, speranze da cui è certamente bello farsi cullare tra un massaggio cinese e l’altro, quelli che reinterpretano le favole con le quali siamo cresciuti, quelli in cui i principi non sono azzurri ma rossi fiammanti (e il cavallo ce l’hanno solo sul cofano della macchina) e le belle addormentate soffrono d’insonnia perché, diamine, sfido chiunque a dormire dopo essere stata sculacciata per ore… Insomma, l’estate è il tempo ideale per esplorare nuovi generi e nessuno vi giudicherà troppo severamente se al mare non leggete saggi filosofici.

 

Unica raccomandazione: i libri non hanno bugiardini e non troverete scritto da nessuna parte che di “alcuni di essi” sarebbe opportuno non abusare. Inoltre, proprio perché d’estate persino le difese immunitarie reclamano una tregua - tanto il raffreddore se lo prendono solo gli scemi – c’è il rischio di infettare tutte le altre stagioni. Attenzione, perciò, a quei libri che sono apparentemente innocui, perché nei fatti sono subdoli come le ciliegie: una tira l’altra e non riesci più a smettere, continui a mandarle giù (per gola o per inerzia poco importa) e quando finiscono scopri di non averne avuto ancora abbastanza.

Ma la verità è che le ciliegie sono buone solo nella giusta stagione e quando l’autunno soffia via l’odore della crema solare o l’inverno congela i nostri istinti in vista della primavera successiva, è meglio tornare a prendersi sul serio stringendo tra le mani romanzi che hanno ben altre ambizioni per la nostra anima…

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