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Tursi: dossi artificiali e proteste. Rallentatori anche nel centro storico. Il sindaco: ''Sarà rimosso''

Tursi "città dei dossi". Potrebbe essere questo l'ironico nuovo nome della città di Pierro e della Rabatana che negli ultimi mesi ha visto spuntare dossi artificiali come funghi (in ordine sparso) e con un criterio più che discutibile in diverse strade dell’amato paese. Ma la mossa non è stata apprezzata dai tursitani e da alcuni turisti che su facebook hanno dimostrato subito tutta la loro contrarietà.


In effetti la collocazione di alcuni dossi è davvero emblematica e a dir poco sconcertante. Quello che ha suscitato l'ilarità di molti, è stato sicuramente il dosso collocato nell'antico rione Rabatana (foto 1), nel centro storico di Tursi, in una zona in cui non passano le auto ma solo pedoni, moto e automezzi di larghezza inferiore a 1,7 m. Un dosso, a detta di tanti, inutile e per giunta collocato davanti ai bagni pubblici: un vero pugno nell'occhio che non ha lasciato indifferente nemmeno il sindaco di Tursi, Giuseppe Labriola che ieri mattina, dopo aver letto la mia personale valutazione espressa sul noto social network Fb, e dopo aver visto alcune foto, ha commentato: "Ho insistito perché a Tursi ci fosse il Piano Traffico, peraltro approvato anche in Consiglio Comunale. Ora due sono le cose: o il piano è sbagliato, e il responsabile se ne assumerà le conseguenze, o ci sono deroghe al Piano ed interventi di natura politica sullo stesso, Sarà mia cura verificare e anche in questo caso ci sarà chi se ne assumerà le responsabilità. Dalla documentazione fotografica che mi viene mostrata - afferma il primo cittadino - ritengo che alcuni dossi vadano rimossi immediatamente". E il chiaro riferimento è proprio al dosso della Rabatana. Ma ce n'è un altro che ha suscitato stupore ed è quello posizionato nella strada che da Santiquaranta conduce in Rabatana (salita San Francesco - foto 2), dove c'è una strada con una notevole pendenza che già mette a dura prova la marcia nei due sensi: si procede con il freno costantemente schiacciato in discesa e a tutto gas (e a volte non basta) in salita. Ergo: il dosso è a dir poco inutile, specie se posizionato a pochi metri da una griglia di scolo delle acque.

Ma l'estro di chi ha posizionato questi dossi non finisce qui. Così notiamo che un altro dosso è stato posizionato anche nel rione Santiquaranta, a pochi metri da uno stop (foto 3), motivo per cui vien da pensare che la segnaletica non abbia alcun valore. Poi ce n'è uno in via Eraclea (conosciuta come "la salita del mulino" - foto 4) in piena salita, in una strada in pietra, e a poche decine di metri da un altro che lo precede. E ancora due a breve distanza uno dall'altro, in via Olanda (foto 5), altra strada in pendenza e a doppio senso di marcia. Infine, l'ultimo in una strada a scarsa frequentazione, nella prosecuzione di via Italia.

Sono questi, dunque, alcuni dei nuovi dossi che sono stati installati in questi giorni, che si vanno ad aggiungere ad altri fatti installare meno di un anno fa, alcuni dei quali anche allora hanno fatto scalpore, basti pensare a quello del rione Europa, sempre in via Italia, in una strada non asfaltata e in pietra in cui andando a 30 Km/h la macchina “trema” e per superare il dosso bisogna accelerare. Ma l'elenco prosegue: altri quattro sempre a Santiquaranta e altri tre di cemento in viale Sant'Anna, in una strada che probabilmente ne ha bisogno ma che senza dubbio, e a parere di molti cittadini, potevano essere progettati meglio (magari in gomma e con qualche centimetro in più in lunghezza invece che in altezza).
Tutto questo non è un atto di accusa e una condanna nei confronti dei rallentatori artificiali, di chi li ha voluti e/o progettati, visto che sono utili se collocati nelle zone di maggiore criticità. E così magari si potrebbe pensare, in deroga, di chiedere alla provincia di Matera di farne installare uno sulla strada Provinciale 154, poco dopo il ponte di San Sebastiano e nei pressi dell'incrocio per il vecchio campo sportivo "Angelo Cuccarese", in un tratto stradale che spesso viene percorso ad una velocità maggiore di quella prevista. L'obiettivo di questi dossi artificiali, che vanno opportunamente segnalati, è di rallentare la velocità e preservare l'incolumità di pedoni e automobilisti. Ma se da un lato è vero che servono a far ridurre la velocità degli autoveicoli, pure altrettanto è innegabile che queste stesse strade sono percorse anche dai mezzi di emergenza. E così ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine ecc. se non hanno una via alternativa da percorrere sono costretti ad affrontare tutti questi rallentatori artificiali.

La verità, come accade spesso, sta nel mezzo. Basterebbe qualche dosso collocato in qualche punto davvero strategico e un po' di buon senso da parte degli automobilisti per una pacifica convivenza, a prova di dosso. Ma ultimamente a Tursi si sta assistendo ad un proliferare di dossi artificiali, se ne contano una quindicina, nonostante il Ministero dei Lavori pubblici abbia chiarito che: “I dossi collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza, o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi”. Certo, questo parere condiziona di molto l'installazione dei dossi e il loro utilizzo che sarebbe molto limitato, ma passare da un estremo all'altro non è la soluzione migliore. E in attesa che si completi il Piano Traffico, i cittadini si augurano che l'amministrazione rimuova alcuni di questi dossi, con l'aggravante che oltre ai costi di installazione ora ci saranno anche quelli per la rimozione.

Leandro Verde

Read 1979 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:52
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