Giovedì, 08 Dicembre 2022

“La via del rosmarino”, il 23 giugno Antonella Ciervo alla Biblioteca Comunale di Policoro

Ore 18.30: Passo davanti al banchetto delle brame fingendo indifferenza. No, questa volta non cederò.

Ore 18.45: Ripasso accanto alla tavola imbandita e, di nuovo, un solo sguardo fugace. Ce la farò.

Ore 19.00: Devo smettere di avvicinarmi così tanto all’albero proibito: comincio a vacillare.

Ore 19.15: Tutto attorno a me è apparecchiato per il peccato: il rosso che m’acceca, le voci che s’insinuano dolcemente tra i timpani, il fruscio ambito. Le parole che riempiono la sala geminano un’eco che non riesco a zittire. “Fallo e basta”.

Ore 19.30: Sto per cadere in tentazione, lo sento, lo vivo nelle gambe che non reagiscono più ai miei impulsi cerebrali. I talloni battono nervosamente sul pavimento con un rumore sordo ed ipnotico, le mani s’infilano sotto le cosce per aggrapparsi alla sedia e frenare l’istinto. Sta’ seduta, sta’ buona. Mi sono appena morsa un labbro. È il segnale: ormai l’autocontrollo è andato a farsi benedire. Le mani, liberatesi dalla stretta per addentare i capelli ribelli, si gelano all’improvviso. Eppure sono bagnate di sudore.

Ore 19.45: … torno al mio posto. Cammino leggera verso la mia poltroncina rossa, mi sento una piuma e non m’importa degli sguardi che hanno captato la mia fuga. Testa alta, piedi svelti, la bocca morsa dai sensi di colpa, gli occhi altrove. Io ci ho provato, ho opposto resistenza con tutte le mie forze. Sì, l’ho fatto. Non ho tenuto fede alla mia promessa, ma stringere il mio tesoro fra le dita scaccia via il rimorso in pochi istanti. Lo osservo per assaporarne ogni dettaglio, lo accarezzo per godere della sua pelle fresca un’ultima volta prima di nasconderlo in borsa. E torno nel mondo reale, torno ad ascoltare estatica la mia Eva.

È solo mia, o meglio solo per me è Eva. Per tutti gli altri il suo nome è semplicemente Antonella Ciervo, giornalista bellunese di nascita ma lucana d’adozione. Eva ha pubblicato solo qualche mese fa il suo romanzo d’esordio, “La via del rosmarino”, ed in questo 23 giugno è qui alla Biblioteca Comunale Massimo Rinaldi di Policoro per presentarcelo. Ad introdurlo è la collega ed amica Stella Montano, che lo descrive come un libro leggero, tanto nell’aspetto quanto nella scrittura, eppure estremamente interessante, pregno ed impegnato. L’amicizia, la passione per la cucina, il viaggio, il traffico illegale di organi umani: temi che, se incastrati nell’ordine giusto – penso – , costituiranno davvero un bel mosaico. Del resto sono stati quei diavoli tentatori di Edigrafema a pubblicarlo. C’è il timbro di garanzia insomma. Come potevo non acquistarlo? Come ho potuto anche solo pensare di poter resistere? (Sparisci “senno di poi”, non è il momento. Fammi sentire l’intervento dell’editrice Antonella Santarcangelo. Ci sta raccontando il primo anno e mezzo di vita della sua Creatura, non mi distrarre).

Fin qui cronaca di una presentazione ordinaria. Poi sono scoccate le 19.43 e qualcosa dentro di me è cambiato: Stella Montano ed Antonella Ciervo stanno dialogando tranquillamente, ma nel corso della loro chiacchierata ecco apparire la mia Eva, eccola rivelarsi a me.

Eva sta nei particolari che Ciervo tanto adora, nelle eleganti pasticcerie viennesi che ora sta rievocando nella sua memoria, nello sfrigolio del soffritto che vien fuori dalle pagine de “La via del rosmarino”, è nascosta in quella copertina enigmatica, nell’odore delle spezie che Carlo coltiva e Sergio aggiunge alle prelibatezze dell’ABICI. Eva è la passione per la cucina ereditata dalla nonna, è il DNA meticcio che le scorre nel sangue. Eva è la battuta pronta che le sta sempre sulle labbra, è l’ironia con cui affronta argomenti bollenti senza scottarsi. Eva, ad esempio, non ama particolarmente le quote rosa che “ormai si chiedono anche al bar…”. Ed Eva è l’audacia di “entrare a gamba tesa” nel ristorante di Sergio ed imporgli il proprio nome (ABICI sta infatti per Antonella e Barbara, nome della sorella dell’autrice, Ciervo), è il coraggio di raccontare realtà davanti alle quali i più si coprono gli occhi. Così il traffico illegale di organi, fenomeno che ci sembra lontano anni luce e infinite miglia ma che Antonella Ciervo ha conosciuto in una delle sue tante inchieste: anche a poche decine di chilometri da noi c’è chi cederebbe un proprio rene pur di vivere in maniera dignitosa.

Eva-Ciervo ora sta sul mio comodino. Sono trascorse poche ore ma il segnalibro marca già la metà de “La via del rosmarino” mentre gli occhi (e le papille gustative) fremono per mordere ancora una volta la mela del mio peccato di Libridine. (Sara Calculli)

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