Sabato, 10 Dicembre 2022

Da Montalbano Jonico a Brema: intervista all'artista multitalento Michele Cantanna

Michele Cantanna, 25 anni, da semplice ballerino di Montalbano Jonico ad artista multitalento. Da 6 mesi si è trasferito a Brema, nel nord della Germania, per insegnare nella “Tanzarena”, scuola di ballo di Roberto Albanese, il vincitore di mondiali nella formazione latina e noto artista tedesco. Il destino di Michele sembra essere stato tracciato già quando navigava nel pancione di mamma Francesca, che ha insegnato ballo fino a pochi giorni prima di darlo alla luce:

“Michele si addormentava sulle note del liscio, altro che ninna nanna”, ci ricorda sorridendo. La sua è una famiglia di artisti, nella quale solo la sorella Giovanna, infermiera, tiene a precisare come "ballo e canto siano solo delle grandi passioni". Tornato a Montalbano per pochi giorni, dopo essere stato al centro della stampa nazionale tedesca, Michele è stato intervistato per i lettori de il Metapontino.it.

D. Un notevole cambiamento quello di trasferirsi alla tua età per lavorare all’estero. Cosa ti ha spinto a fare questo passo?
R. Già da un anno avevo intenzione di volgere la mia professione altrove. Non stavo bene a Montalbano nonostante qui ci sia la mia famiglia e la mia prima attività. Il mio cuore è qui e a malincuore sono andato via. Ad un certo punto della mia vita ho pensato al di là del mio futuro imminente immaginando il mio talento nelle lunghe prospettive. Tutto quello che ho creato a Montalbano l’ho creato da solo e con quei pochissimi sponsor di poco conto. Ho sempre sentito di fare molto, ma di ricevere poco. Altrove il mio impegno avrebbero avuto ciò che meritava. In Germania sento di meritarmi il giusto.

Come è nato il rapporto di lavoro con Roberto Albanese?
Sono stato in vacanza da amici emigrati a Brema che mi hanno messo in contatto con Roberto. Mi ha subito proposto di lavorare per lui dopo averli mostrato le mie capacità anche perché era alla ricerca di un artista della mia portata. Vivo nella sua villa nell’attesa di trovare casa.

Multitalento, preferisci essere definito così. Una sola parola che racchiude tante doti. Di cosa ti occupi nello specifico?
Eseguo in Germania come ho già fatto in Italia corsi di videoclip dancing e hip hop, coreografic latin, girling, zumba. In più ora affianco direttamente Roberto nella formazione latina.

Danza e ritmo, postura ed equilibrio, atteggiamento e stile: un mix di abilità complesse che da sempre hanno distinto il tuo estro creativo, e ora messe in gioco sui rialzi vertiginosi?
Si. Una delle mie ultime passioni è quella per il girling. È difficilissimo, ma molto entusiasmante. Ho imparato anche grazie agli stage fatti direttamente con Yanis Marshall, il parigino diffusore europeo del girling. È con questa nuova tecnica che ho superato il provino per il programma televisivo tedesco “Tasstalenschow”.

I sogni da realizzare e quelli realizzati?
Ho sempre desiderato essere affiancato da una ballerina russa che per eccellenza incarna la donna più predisposta al ballo. Finalmente in Germania l’ho trovata. Ho raggiunto maggiori soddisfazioni lavorative e personali. Da realizzare? Vincere almeno un campionato mondiale. Difficile, ma possibile. Fantasia e impegno sono gli ingredienti che possono farti arrivare alla meta prefissata. Chi crede nella sua passione non ha limitazioni in nulla.

Una caratteristica del tuo mondo artistico?
L’arte l’artista ce l’ha dentro. Non faccio solo ballo. Mi piace fare arte. Per me l’arte è tutto ciò che è attorno al ballo. Qualificato come massaggiatore olistico, ho studiato come autodidatta anatomia. Ho fatto un corso di  rianimazione. Curatore dal make up alla scenografia, dalla dizione alla moda. Dovevo fare lo stilista nella vita, ma ho fatto il ballerino. Una passione per il disegno nata alle scuole medie grazie all’insegnante di educazione artistica.

La carriera da artista non è la  più gettonata che un genitore vorrebbe per il proprio figlio, forse anche perché è la più difficile. Qual è la tua idea a riguardo?
Nelle nostre zone il problema non sono i ragazzi talentuosi, ma la famiglia che non crede in questi pensando che la danza non sia una cosa seria. Coltivare i propri sogni è una cosa seria a prescindere da quali possano essere. Non si nasce ballerini, ma con un talento. Studiare per diventare qualcuno a prescindere da ogni professione. La famiglia dovrebbe investire in qualsiasi propensione di un figlio. L’artista può e deve essere un professionista se si hanno tutte le carte in regola per esserlo. I genitori vorrebbero il meglio per il figlio. Un esempio diretto: il meglio per la mia famiglia è quello che fa stare meglio me stesso.

Qual è la differenza tra insegnare il ballo e esibirsi per un pubblico ballando?
Bellissima domanda. Insegno per investire sul mio lavoro e su me stesso. Insegnare è dare all’alunno quello che si ha dentro. Sapere insegnare è difficile ancora di più in una lingua che poco ancora si conosce. È un rapporto di vita non solo tra maestro e allievo. È una famiglia in cui si vedono crescere ragazzi. Mi piace più ballare che insegnare. Ballo per me e per mostrarmi al pubblico. Mi piace tutto quello che è spettacolare e l’originale che possa catturare l’attenzione del pubblico. Quando mi esibisco penso sempre al pubblico. Se io sono il creatore di uno spettacolo e se io non mi annoio il pubblico non si annoia. Sarebbe antiprofessionale.

La mente dove va quando si balla?

Da nessuna parte, si annulla tutto. Non si vede nulla al di là della coreografia. Creo un momento. Il mio palcoscenico per me è un quadro e io sono il pennello che lo dipinge creando il mio capolavoro. Io creo una storia da raccontare con il mio corpo, il mio strumento. E lo faccio facendo emozionare chi mi sta guardando.

Quello che gli altri non vedono di te?

Confesso che ho poca autostima di me stesso. Sono molto autocritico. Lo specchio è un arma a doppio taglio. Penso di aver fatto bene, ma sempre di poter fare di meglio. In ogni attimo intravedo l’utile per migliorarsi. I miei spettacoli con la mia infinita fantasia e con le mie notti in bianco.

Cristina Longo

Read 3087 times Last modified on Giovedì, 07 Luglio 2016 10:42
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